Diaro da Berlino, tag 3

On 10/08/2001, in Uncategorized, by

Berlino mutata dalla storia, dagli eventi e dall’architettura. Potzdmaer platz è stata rasa al suolo durante la guerra, abbandonata per anni, ricostruita come sede dell’Europa Center della Daimler e della Sony. La memoria che conservava è stata sepolta da un nuovo futuro tecnologico.Lungo Potzdamer Strasse, una grossa arteria parallela alla Storica Unter den Linden, ovunque si poggi lo sguardo si riconoscono grandiosi e singolari edifici opera di grandi architetti, come la Berline Philarmonie, dalla spigolosa silouhette gialla, del tedesco Scharoun, o La galleria di Arte Moderna, un curioso edificio di vetro e acciaio nero, opera dell’architetto modernista Van Der Rohe, uno dei massimi rappresentanti del noto Bauhaus.

Proprio in quest’edificio é attualmente in proiezione un documentario sull’evoluzione urbanistica e architettonica dell’adiacente Potzdamer Platz.

Quest’area ha visto momenti di fasto e di decadenza nel corso del secolo scorso; ha subito trasformazioni e interventi che ne hanno stravolto l’aspetto. Dopo essere stata rasa al suolo durante la guerra, é rimasta per decenni una tabula rasa, zona sterile, a significare l’inanitá dell’esperienza nazista, il dolore sofferto e arrecato dalla Germania.

Questa spianata di asfalto e terra battuta comunicava al visitatore un senso di vuoto, di perdita e di inevitabile, era una ferita aperta nel cuore della cittá tagliata in due. Dopo decenni di vuoto, in pochi anni é sorta dal nulla una cittadella, L’Europa Center.

Il grandioso progetto urbanistico di recupero dell’area (la chiusura dei cantieri é prevista entro il 2003) ha oggi restituito alla cittá il ruolo di moderna metropoli europea e, con la riunificazione ed il trasferimento della capitale, Berlino torna ad identificarsi con la grande Germania, ricca, internazionale e lanciata verso un futuro tecnologico.

Oggi é questo che comunica l’avveniristica Potzdamer Platz, acciaio e vetro, pietra e cemento. Il progetto complessivo ha visto stanziati oltre 200 miliardi di marchi, (200.000 m.di di lire). Importanti architetti americani, europei ed asiatici hanno partecipato con i loro progetti, sull’impianto dei due complessi principali, la Daimler City, di Renzo Piano e la Sony City, dell’architetto americano di origini tedesche Helmut Jahn. Il Sony Center é stato concepito come un’enorme area di intrattenimento per i visitatori, con centro multimediale, cinema multisala con proiezioni 3D e area commerciale.

Passeggio nell’enorme padiglione della Sony, sotto la straordinaria copertura ovale di cavi d’acciaio e vele di tessuto motorizzate. Intorno a me fontane e siepi, sulle pareti megaschermi ed insegne di fast food: ho una stretta allo stomaco, l’in-trattenimento mi provoca straniamento. Esco di corsa, seguito da mille occhi, inquietanti ologrammi di teste senza corpo che ti guardano dalle pareti, ovunque ti trovi nel padiglione.

La Potzdamer Platz luogo della memoria non esiste piú, o meglio, si trova molti metri sotto l’Europa Center, il fiore all’occhiello di una Germania che vuole dimenticare.

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