Ecosfera 12/2006

On 26/12/2006, in Uncategorized, by newbrainframes

Da questo mese parte una seconda rubrica. Dopo la comunicazione il secondo tema “osservato speciale” è l’ambiente declinato come sviluppo sostenibile. Ogni mese questo articolo si arricchirà di informazioni e notizie tratte dai principali siti e newsletter.

Arriva minieolico fai-da-te nel giardino di casa
Impianti di piccola taglia destinati soprattutto per aree agricole, artigianali e per i servizi. Si tratta di torri di 30 metri di altezza ben integrabili a paesaggi agricoli e insediamenti artigianali e industriali. E’ l’ultima frontiera dell’energia del vento. Una sorta di eolico fai da te da installare per così dire nel giardino di casa.

Brasile, patria dei biocarburanti
Gli investimenti del Brasile nell’industria dei biocarburanti può essere una soluzione per il pianeta. Con la Barralcool Lula ha presentato il primo biocarburante composto da etanolo e biodiesel prodotti dall’olio di semi di soia. Il programma brasiliano risale alla crisi petrolifera degli anni ’70 ed è stato il più avanzato al mondo creando il più importanto mercato per i biocarburanti. L’accrescere della domanda globale è diventata quindi un’occasione, non solo per crescere nella vendita di bioetanolo, ma anche per salvare la propria “industria della soia”. Dopo anni di declino del settore e la chiusura di molti impianti delle multinazionali, ora la soia vede all’orizzonte un nuovo periodo dell’oro riconvertendosi a materia prima per i biocarburanti. Il piano brasiliano si inserisce nel più ampio di taglio delle emissioni contrarie all’effetto serra per un investimento complessivo di 37 milioni di dollari.

Kyoto. Bersani e Pecoraro firmano piano nazionale emissioni

18 dicembre – Il piano nazionale 2008-2012 di allocazione delle quote di anidride carbonica ai settori industriali coperti dalla Direttiva europea ‘Emission trading Scheme’ conclude il lavoro dell’Autorita’ nazionale competente (composta da rappresentanti dei due ministeri). Ora il piano è pronto per essere inviato alla Commissione europea per la valutazione e la definitiva approvazione. Il piano prevede un tetto complessivo pari a 209 milioni di tonnellate annue di CO2. La ripartizione tra i settori prevede un’assegnazione complessiva di 116,5 milioni al settore termoelettrico e le rimanenti 92,5 agli altri settori. Il nuovo Piano prevede quindi un taglio di 14,11 milioni di tonnellate.

Il tram torna a Parigi

16 Dicembre – Dopo tre anni di lavori e un investimento complessivo di 311,5 milioni di euro il tram ha fatto il suo gran ritorno a Parigi, settant’ anni dopo la sua scomparsa. Lungo 7,9 chilometri, il percorso attraversa tre arrondissement a sud di Parigi, dal ponte di Garigliano alla porta d’Ivry in 24 minuti. Circa 100.000 viaggiatori sono attesi ogni giorno, ovvero il doppio di quelli della linea di autobus rimpiazzata dal tram. A Parigi la storia del tram risale al 1855. Nel 1925 la rete contava 122 linee e 2.500 veicoli che trasportavano 730 milioni di viaggiatori all’ anno. L’ultima corsa di un tram, a Parigi, prima di quella di questa mattina, era avvenuta il 15 marzo 1937.

Riprogettare le città

“Dobbiamo riprogettare le città in modo tale che luogo di lavoro e casa siano più vicine: questo in modo da ridurre i costi di trasporto. Noi oggi viviamo sempre più lontano dai nostri luoghi di lavoro: avvicinarsi ad essi ridurrebbe le emissioni dei gas nell’ atmosfera. Dovremmo poi mettere una grossa tassa sui suv, sugli hummers, per scoraggiare l’ acquisto di queste auto ingombranti”. Lo sottolinea Philip Kotler, considerato un’autorità mondiale del marketing, che ha ricevuto oggi a Venezia il “Prize for leadership on business and economics thinking” di Telecom Italia. Sarebbe, ha spiegato Kotler, una iniziativa importante ed utile soprattutto per certe città dove sarebbe importante utilizzare veicoli molto piccoli. Purtroppo, sottolinea, “le aziende costruiscono le auto ma non coprono i costi dei loro prodotti”.

Ambiente. Greenpeace: protetta una delle ultime foreste primarie in Europa

Greenpeace festeggia la creazione del parco nazionale di Kalevalski, in Russia, nella regione della Karelia. Si tratta di una delle ultime foreste primarie rimaste in Europa. Nel 1995 in queste foreste i giganti finlandesi della carta Enso (ora nota come Stora Enso) e UPM Kymmene tagliavano a raso intere superfici per farne carta e cellulosa. Dopo numerose azioni non violente, Greenpeace ha ottenuto una moratoria sul taglio, ma solo ora, dopo anni di tira e molla, può festeggiare la protezione definitiva di oltre 74 mila ettari di queste preziose foreste.

Ferrovie ad idrogeno in Giappone

Le ferrovie giapponesi stanno bruciando i tempi per la propulsione a idrogeno: hanno
realizzato un prototipo con sei mesi di anticipo sul previsto. Come si legge oggi sul settimanale ‘Nikkei’, una locomotrice sperimentale è già entrata in funzione con ottimi risultati su un percorso di 300 metri presso le officine ‘Tokyu’ di Yokohama, la metropoli portuale che rappresenta il prolungamento sudoccidentale di Tokyo. Il motore a idrogeno di cui è dotata la locomotrice è all’avanguardia delle ricerche sull’energia pulita, ma il suo principale inconveniente è rappresentato dalla limitata autonomia. Per ovviare al problema è stato concepito un sistema ibrido: quando il convoglio frena o si ferma l’energia prodotta in continuazione viene ‘stivata’ in accumulatori in grado di fornirne successivamente un supplemento, per esempio nelle fasi di accelerazione.
Secondo esperti citati dal periodico, le prestazioni della locomotrice sono risultate pienamente all’altezza di quelle dei normali convogli urbani per pendolari. Il nuovo treno ha raggiunto una velocità massima di 50 chilometri l’ora, che si ritiene possa esser raddoppiata senza problemi.
Il progetto è di sperimentare la nuova locomotrice sulla rete commerciale già il prossimo anno, per destinarla a
sostituire gradualmente quelle diesel sulle linee secondarie. Per il momento l’autonomia del treno a idrogeno non pare in grado di superare un centinaio di chilometri, ma alcuni dirigenti delle ferrovie nipponiche non escludono che un giorno si riesca a procedere a un’eliminazione dei fili di alimentazione ad alta tensione, dapprima sulle linee urbane e poi anche sulle grandi distanze.
Un altro inconveniente è rappresentato dai costi di produzione: le ferrovie giapponesi non hanno fornito per il
momento alcuna cifra, ma si ritiene che per ora essi siano assai più elevati degli altri convogli.

Edilizia sostenibile

Bisogna riconoscere che il settore edilizio è responsabile almeno della metà di tutti i gas serra ogni anno. Le principali imprese americane del settore si sono riunite al Greenbuild International Conference and Expo per discutere su come eliminare l’impatto ambientale negativo dell’edilizia. Durante l’incontro si è raggiunto un accordo su 3 aree critiche: portare sotto controllo lo spreco di energia e la sovrapproduzione di gas serra, la necessità di un obiettivo comune, la definizione di questo obiettivo per misurarne il raggiungimento. L’obiettivo adottato è quanto definito da “2030 Challenge”, un’iniziativa globale lanciata da Architecture 2030 a gennaio 2006 che intende guidare la costruzione di nuovi edifici in grado di ridurre il consumo di derivati dal petrolio e l’emissione di gas serra del 50%. La riduzione dovrà arrivare al 60% nel 2010, 70% nel 2015, 80% nel 2020, 90% nel 2025 per arrivare all’azzeramento totale nel 2030.
IN BREVE

Buon senso e sobrietà per salvare il pianeta
L’ingresso sulla scena mondiale dei Paesi emergenti pone un grave problema, anche economico, di esaurimento delle risorse e di inquinamento.
Riduzione dei gas serra: imprese e sindacati firmano un protocollo d’intesa
Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto si fanno strada anche tra gli enti, le aziende, i sindacati e le associazioni di Roma e del Lazio. Sulla base del Progetto RomaperKyoto, promosso da questo Assessorato, è stato infatti siglato in Campidoglio un accordo volontario per ridurre del 6,5% le emissioni di gas serra sul territorio comunale entro il 2012.
Il livello di metano disperso nell’aria si può controllare
Le quantità di metano presenti in atmosfera hanno smesso di crescere, indicando che i cambiamenti dovuti ai comportamenti umani possono ridurre la crescita dei gas serra.
L’India stanzia 250 milioni di dollari per i biocarburanti in Africa
Il governo indiano ha stanziato un fondo di 250 milioni di dollari per sostenere la produzione di biodiesel nei paesi dell’Africa occidentale.
I mari si riscaldano e minacciano il turismo nei paesi poveri
Il cambio climatico minaccia le specie migratorie: i mari che si surriscaldano, stima un rapporto delle Nazioni Unite, causeranno un danno economico alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo che dipendono dalla biodiversità.
La Spagna taglia il 16% delle emissioni di CO2
La Spagna vuole tagliare il 16% dei gas serra prodotte dall’industria nel periodo 2008-2012. Il piano è in linea per rispettare la seconda fase dello schema delineato dalla Ue per ridurre le emissioni.

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