Ecosfera 04/2007

On 05/04/2007, in Uncategorized, by newbrainframes

Una notizia al giorno tutto il mese.

Tecnologia made in Italy contro le PM10 USA 

Dopo la sperimentazione a Roma, Napoli e Milano, un progetto “made in Italy” a giugno sbarcherà in Usa. Sarà infatti Phoenix, in Arizona, la prossima destinazione dei “nasi intelligenti” messi a punto dall’Enea, in grado di predire le concentrazioni dei principali inquinanti, come il pm10, in città. Il progetto Atmosfera (Analisi e Trattamento dati Meteo con l’Obiettivo di individuare Statisticamente Fenomeni Relativi all’inquinamento dell’ Aria) dell’Enea, che combina elementi di fisica, meteorologia, ambiente, machine learning e statistica, consente di prevedere l’emergenza smog con tre giorni di anticipo, dando così informazioni utili alle amministrazioni nella lotta all’inquinamento. Previsioni oggi che necessitano dello studio del boundary layer, cioé delle masse d’aria sopra le città, quelle che a volte formano una sorta di cappa perché la battaglia contro l’inquinamento comincia dal cielo.

L’aerosol art entra in stazione

Per sottrarne al degrado gli spazi più asettici e trasformarli in luoghi più artistici e più vivi parte il progetto ‘Spruzzi di colore’, intervento realizzato nella stazione ferroviaria di Casalecchio Garibaldi, alle porte di Bologna. Si tratta del primo esperimento in Emilia-Romagna, ispirato alle opere realizzate in due stazioni del servizio ferroviario metropolitano del Lazio. Per tre giorni otto artisti hanno lavorato con le bombolette spray sotto lo sguardo incuriosito dei viaggiatori e dei cittadini, trasformando gli spazi di stazione in un’inedita opera artistica.
Si tratta in segreto la nazionalizzazione delle ferrovie inglesi

La Network Rail, la società pubblica creata dal governo Blair per gestire le ferrovie del Regno Unito, ha avuto dei colloqui segreti con alcuni esponenti del partito laburista scozzese per riportare sotto il controllo dello Stato le ferrovie della Scozia, annullando così gli effetti della controversa privatizzazione degli anni Novanta. Secondo il ‘Times’ l’iniziativa ha come scopo quello di fermare la frammentazione dell’industria dei trasporti in Gran Bretagna, che nella seconda metà degli anni Novanta è stata smembrata e privatizzata. Quest’anno i sussidi statali alla rete ferroviaria britannica ammonteranno a cinque miliardi di sterline (circa sette miliardi di euro), più del triplo di quanto riceveva la British Rail quando le ferrovie britanniche erano pubbliche. Il progetto di rinazionalizzazione delle ferrovie dovrebbe iniziare a partire dal 2011 quando i termini della concessione della First ScotRail dovranno essere aggiornati.

Nuova stazione a Flaminio e metro leggera

Una nuova stazione in piazzale Flaminio e l’ammodernamento della linea ferroviaria Roma-Civitacastellana-Viterbo nella tratta urbana tra piazzale
Flaminio e la stazione Montebello. Ecco gli interventi sulla linea che collega il centro di Roma con la periferia nord e la provincia di Viterbo. “Questa linea – ha detto Veltroni – diventerà una metro leggera con stazioni adeguate che permetterà a tutti coloro che vengono dalla periferia nord di avere un accesso rapido alla città”. Da oggi fino alla fine dei lavori, prevista nell’aprile 2010, si lavorerà al restauro di 8 stazioni, alcune delle quali saranno costruite ex novo. Tra queste quella di piazzale Flaminio, che affiancherà l’esistente destinata a divenire luogo di attestamento dei treni regionali e verrà messa in comunicazione. La nuova struttura, capolinea dei
treni della linea urbana, sarà completamente interrata e messa
in comunicazione con la fermata della linea A della metropolitana. “La mobilità su ferro – ha concluso Veltroni – fatta di cantieri e non solo di progetti, è l’unica via razionale ed ecologicamente sostenibile per uscire dalla cultura dell’auto privata. Da qui a 7-8 anni – ha concluso – avremo una rete metropolitana degna di una grande città”.

Bike-sharing nella “grande mela”

Biciclette da usare gratis o quasi per combattere il traffico e l’inquinamento di New York, sul modello di città europee come Amsterdam e Parigi. E’ la proposta di ‘bicycle-sharing’ -ovvero di condivisione delle biciclette sulla scorta del ben noto ‘car-sharing’- elaborata da varie associazioni ambientaliste della Grande Mela, per fornire la metropoli di chioschi con biciclette a disposizione dei residenti e dei lavoratori. Il progetto allo studio coinvolgerebbe all’inizio l’East Village di Manhattan (una delle aree più alla moda), Long Island City nel Queens per collegare facilmente i suoi tre musei (il Noguchi, il Socrates Scuplture Park e il P.S.1). Iniziative analoghe sono state realizzate con successo in varie altre città del mondo, come Stoccolma, Lione e Parigi – dove sono presenti quasi 1500 chioschi che offrono oltre 20 mila bici -, capeggiate da Amsterdam, dove programmi di “bicycle-sharing” sono attivi già dal 1960.

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