COSA: V-DAY, Vaffanculo Day
QUANDO: Sabato 8 settembre 2007
DOVE: tutte le piazze italiane e non solo
PERCHE’: perche’ no? Perche’ non partecipare, perche’ non provare a veder cosa succede quando un’iniziativa popolare prende il sopravvento.
V-DAY, CI SEI O NON CI SEI?
Sabato 1 settembre 2007, il meetup di New York si riunisce per definire una strategia per il V-Day, partecipo volentieri al mio primo meeting e scopro da subito che un buon 70% dei presenti e’ un cervello in fuga, il restante 30% ne ha sposato uno…che tristezza!
Inutile dire che i discorsi sono sempre gli stessi…”Perche’ siamo venuti a NY”, “la qualita’ della vita e’ comunque piu’ alta in Italia”, “Si, ma non hai spazi ne’ soldi, se non quelli che erediti…”, incredibile ma vero, nonostante tutto, saremo di nuovo tutti in piazza, ancora una volta, anche se lontani, a cercare di cambiare le cose e per poter, chissa’, un giorno tornare a casa, (…o anche no).
Queste le nostre attivita’ e programmi per il weekend piu’ lungo, che magari siano di ispirazione per chi volesse partecipare/organizzare il V-DAY nella propria citta’.
Venerdi’ 7 settembre volantinaggio davanti al consolato italiano qui a New York con 2 poster giganti con i nostri parlamentari condannati per publicizzare il V-Day del giorno dopo con volantini bilingue.
Sabato 8 Union Square. 11.30-5.00. Stand del V-DAY, volantini bilingue, Grillo News e Onorevoli Wanted per spiegare la situazione del parlamento Italiano ai compatrioti e non. Putroppo per noi “fuori sede” non e’ possibile raccogliere le firme per le proposte di legge non essendo in territorio italiano. Abbiamo pensato di raccogliere comunque le firme in forma dimostrativa e di fare una foto coloro che firmeranno. Foto che saranno montate in un video-diario del V-Day di New York.
Inoltre raccoglieremo le firme per l’introduzione della Class Action in Italia. Queste invece saranno valide e spedite in Italia.Avendo la possibilita’ di collegarci ad internet, con un portatile trasmetteremo lo spettacolo di Beppe Grillo da Bologna in streaming. Come renderci riconoscibili tra i newyorkers? Of Course…bandiera Italiana, maglietta di Beppe Grillo e qualche bella canzoncina “contro”.
Io ci saro’ e tu?

Beppe Grillo, a proposito del V-Day ha scritto:
“Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non e’ cabiato niente.”
sempre Beppe Grillo nell’introduzione del libro “Schiavi Moderni” ha scritto:
“La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato…”.
Quest’ultima affarmazione ha spinto Ichino a rispondere dicendo che invece la legge Biagi non ha cabiato nulla, anzi.
Io un po’ dubito che questo modo di affrontare i discorsi serva a qualcosa. Ovvero, da ormai piu’ di 10 anni ci siamo abituati a questo dipo di dialettica proposta dai media. Dialettica in cui tizio dice bianco e caio risponde nero. Altro esempio potrebbe essere quello relativo al famoso “buco” nel bilancio economico, ovvero, non si parte dal dato per commentarlo secondo diverse opinioni, ma si dibatte rispetto all’entita’ del dato. L’unica conclusione dunque e’ che almeno uno dei partecipanti alla discussione sta barando. La stessa cosa accade quando Grillo sostiene che il precariato e’ stato introdotto in Italia dalla legge Biagi, e’ un modo per sviare il discorso e trasformarlo facilmente in polemica, secondo me non serve.
La conclusione e’ che se voglio farmi un’idea rispetto al problema del lavoro non posso leggere il libro di Grillo ma neppure il Corriere della sera. Ovvero, il libro di Grillo mi serve per incazzarmi con i “padroni” e il corriere per incazzarmi con chi provoca gli incazzabili…ma poi?
Anche se condivido la sensazione di qualunquismo nel discorso di Grillo (ma non solo nel suo) non metterei sullo stesso piano il discorso sulla Legge Biagi con il Vday. Anzi sul tema della Legge Biagi apro una discussione sul forum (leggi) perché è un discorso sul quale secondo me vale la pena dilungarsi un po’ di più.
Sono d’accordo con Simone, ma anche con Grillo.
In questo momento, con un parlamento chiuso su se’ stesso, la “casta”, c’e’ bisogno di uno scossone che venga dall’esterno. Dubito che il malato si possa curare da solo. Considero l’azione di Grillo meritevole, anche se mi guardo bene dal considerarlo il Deus ex machina della situazione. Lui e’ un comico, un provocatore. Spara in mille direzioni e spesso piglia grosse cantonate. Ma ben vengano i Grillo in questa fase di stagnazione e mortale noia della politica, in quest’informazione ingessata e unilaterale. Ovviamente leggere attentamente le controindicazioni: cum grano salis.
temo che Grillo stia convogliando su di sé una marea montante di qualunquismo che lo annienterà. Detto questo la sua proposta di legge popolare introduce 3 novità (delle quali 2 sono decisive) che rinnoverebbero la politica italiana ben più delle quote rosa, verdi o blu che siano.
Se non si può essere eletti più di 2 mandati in parlamento, la carriera politica durerebbe in media 10 e si potrebbe tornare ad avere dei cittadini che fanno politica e non dei politici che regnano su dei cittadini-sudditi.
Se potessimo riavere le preferenze (con il proporzionale) o, ancor meglio, un candidato di collegio (con il maggioritario) i partiti dovrebbero scegliere i candidati non secondo logiche loro interne, ma per conquistare voti nei collegi. Quindi il singolo candidato potrebbe avere voce in capitolo e non essere solo un pedone buttato là.
La terza proposta per me è troppo dura in un paese come il nostr0: finché c’è la possibilità di fare appello non puoi escludere dalla vita politica un cittadino. Imho.
Qualunquismo? Questa e’ la tesi piu’ qualunquistica quando si parla di Grillo. A parte il gioco di parole, mi pare che quando dici che la sua proposta di legge rinnoverebbe la politica rispondi a tuoi timori in senso opposto.
Sono con lux, non crediate che alle riunioni dei “grilli” qui a NY non siano volate sciabolate contro il caro Beppe. Tutti sanno che non e’ un esperto di quello che dice, ma solo un veicolo che possiamo utilizzare. Credo molto di piu’ nei meetup, fatti di gente come noi, che da sempre si interessa di politica, ambiente, scontri sociali etc….che grazie alla faccia di Grillo abbia la possibilita’ di farsi aprire qualche porta che prima gli era preclusa. Sfruttiamo l’occasione e iniziamo a dare lo scossone. Certo il v-day non bastera’ e probailmente passara’ piu’ inosservato di quanto non si creda, ma facciamone seguire un altro, e ancora un altro… e ancora un altro.
Io non mi preoccuperei tanto del qualunquismo e dell’eccessiva semplificazione nelle parole di un comico, dato che lo stesso qualunquismo e semplificazione sono nelle ultime stagioni il pane quotidiano dell’espressione politica italiana (“castrazione chimica”, “coglioni”, “poteri di polizia” e chi piu’ ne ha piu’ ne metta).
Quindi non credo che il qualunquismo sommergera’ questa iniziativa, anzi credo piu’ che sia l’arma agitata dai benpensanti soprattutto di sinistra (leggi michele serra sulla repubblica di oggi) per diminuire l’importanza della manifestazione.
Importanza che secondo me sta nella piattaforma tutta politica, e per nulla ne’ populista ne’ qualunquista.
Voglio poi rispondere a Stefano, sul fatto che una condanna penale esclude il cittadino dalla vita pubblica impedendogli per esempio di partecipare a concorsi per la pubblica amministrazione, e comunque gli rende la vita difficile per una serie di motivi (accesso al credito, possibilita’ di trovare lavoro anche in aziende private etc). E non capisco proprio perche’ per un politico dovrebbe essere diverso. Inoltre, stiamo parlando non di processi in corso di appello ma di condannati in via definitiva (con sentenza della corte di cassazione o addirittura della corte costituzionale).
Credo che sia altrettanto pericoloso sostituire il qualunquismo con il buonismo.
Da ultimo, devo dire che nonostante la mia partecipazione ieri ho avuto non pochi mal di pancia nel pensare che alla fine stavo li’ sotto il nome di Grillo, perche’ a me sostanzialmente di Grillo non frega poi molto, e mi disturba anche un po’ lo essere considerato un grillino.
Il mal di pancia e’ rimasto, ma il realismo mi ha indotto ad accettare il fatto che quel nome ha avuto un peso molto forte nel suscitare l’attenzione, almeno ex post, da parte dei media (visto che ex ante non ce n’e’ stata).
A volte il divismo mediatico bisogna anche saperlo sfruttare a proprio vantaggio.
oddio, michele serra benpensante! Claudia ti ucciderà :-O
Ad ogni modo, come scrivevo in un’altra mailinglist, le tre proposte di Grillo vanno verso il ridimensionamento dei partiti ed una politica più maggioritaria che proporzionale (per capirci). Se il PD non fosse lobotomizzato (vedi la Bindi che venerdì si dichiarava più a sinistra di Veltroni e ora vede pericoli per la democrazia nel Vday…) salterebbe sul carro…
Ahi, mi hanno tirato in ballo… La domanda che mi pongo è se davvero la gente è tanto arrabbiata da voler partecipare fattivamente al cambiamento dello stato di cose. Un conto è partecipare alla giornata del V-Day, un conto è impegnarsi affinché le cose cambino davvero. Non è qualunquismo, ma nessuno mi distoglie dal ritenere che per la maggior parte della gente la giornata di sabato sia stata l’occasione per sfogarsi un po’, per sentirsi una volta tanto legittimata a gridare qualche parolaccia e poi tutti a casa (ovviamente con le dovute e numerose eccezioni, di cui sono certa che faccia parte chi scrive su queste pagine, isola felice, per quel che mi riguarda). Insomma, non ho assolutamente niente contro l’iniziativa di Grillo, anzi. Temo semplicemente di non riuscire a scrollarmi di dosso una desolante e castrante sfiducia in tutto e in tutti, isole felici a parte. E allora non riesco a intravedere la strada dei cambiamenti dal basso, ma solo quella della rettitudine personale, del senso critico sempre vigile, della coscienza lucida e pronta. Per quel che riguarda Serra, vi prego, non me lo chiamate qualunquista! Ecco, lui, secondo me, incarna esattamente la coscienza lucida di cui ho parlato.
Daniele ha scritto:
“Importanza che secondo me sta nella piattaforma tutta politica, e per nulla ne’ populista ne’ qualunquista.”
Questo non lo capisco. Non capisco quale sia la piattaforma politica di Grillo, lui attacca tutta la politica.
Ovvero, lui dichiara di voler stare fuori dalla politica chiamiamola di palazzo, la domanda quindi diventa: perche’ un politico dovrebbe avere paura di lui?
Ti faccio un esempio: nello stesso tempo in cui lui ha organizzato su internet una manifestazione che ha portato a fare una proposta di legge che tra l’altro era gia’ depositata in parlamento, il governo ha fatto una finanziaria. Nel tempo in cui Grillo raccoglie soldi per salvare un bambino in Africa il parlamento decide se entrare o meno in guerra o se comprare nuovi caccia bombardieri con i quali si ammazzeranno 20000 bambini…di che stiamo a parlare?
Io rimango convinto che il luogo della politica puo’ essere uno solo tutto il resto e’ illusione, il potere e’ potere, non si crea dal nulla.
Per quanto riguarda Serra potremmo ben sostenere che forse e’ un po’ addormentato, si accorge adesso che con internet e’ relativamente semplice mettere insieme un po’ di persone, ma questo era gia’ successo nel 1999 quando si e’ formato il movimento no-global.
su qualunquismo e politica, vi consiglio questo bell’articolo di Andrea Romano su LaStampa
Sarà il caso di parlare di trionfo? Che senso ha inneggiare all’antipolitica? Qual è la strada se non quella delle iniziative isolate, se pur affollate? Insomma, un trionfo dell’antipolitica equivale alla sconfitta degli elettori, gli stessi trionfatori del V-Day! Non riesco a uscire da questa contraddizione… Aiutatemi!
QWuello che Grillo dice è esattamente quello che la maggioranza degli italiani pensa, in forma più o meno consapevole. UIl problema è un’altro: paradossalmente l’unico modo che avrebbe Grillo (o chi per lui) avrebbe di cambiare le cose è fondare un partito, vincere le elezioni da solo e cambiare tutto a forza di leggi. Altrimenti potrebbe convincere tutti coloro che in un modo no nell’altro lo seguono a non votare più per nessuno. Ma quanta gente è capace di mobilitare
REALMENTE? Per cambiare le cose occorre un lavoro quotidiano, il V Day a me è sembrato un’altro girotondo magari più trasversale, forse più partecipato. Poi vediamo, magari mi sbaglio, ma negli ultimi anni ho già visto migliaia di gente in piazza per vari motivi, ma non c’è mai stato uno scatto successivo utile a trasformare la rabbia, l’indignazione, la voglia di cambiamento in qualcosa di propositivo. La classe politica vergognosa che affligge il nostro paese (ma sono poi davvero tutti tutti tutti così?) non si batte con l’antipolitica, ma con una nuova politica, migliore di quella che c’è. Che è molto difficile, certo, ma altre strade non ne vedo: Grillo parla di Liste Civiche… Io vedo come lavorano quelle elette in Comune e regione: allora meglio i partiti, vi assicuro. Ah un’altra cosa! Al V Day di Bologna è salito sul palco a parlare quel fascista di Massimo Fini, ospite fisso di ogni dibattito organizzato da Casa Pound e Fiamma Tricolore. Se è questo il nuovo di Grillo, boh…
A volte il divismo mediatico bisogna anche saperlo sfruttare a proprio vantaggio.
Ma per farlo bisogna andare oltre i limiti del personaggio, impegnandosi in una battaglia che è POLITICA.
Con quali forze? Grillo ci mette del suo, anche a livello economico. Poi? Per mobilitare devi informare, e per mobilitare tanta gente (quanta ne serve per mettere paura alla attuale classe politica o addirittura per mandarla a casa) devi informare tantissima gente. Non basta internet, ti assicuro. In Italia la maggioranza della gente ( che poi è quella che vota e determina i cambiamenti ) non usa internet, o almeno non come lo usi tu.
Temo che molti di quelli che hanno aderito al V Day non fossero informati a fondo di quello di cui si parla: temi come le modalità di elezione o la durata della eliggibilità di un deputato o senatore sono comunque temi che fanno parte di un generale approfondimento della politica che non è proprio comune a tutti in Italia. Ho paura che molti abbiano aderito al V Day più per la forza attrattiva dello slogan che per una reale conoscenza del problema. Per andare oltre c’è bisogno, appunto, di diffondere universalmente l’informazione, sennò la casalinga di Bergamo continuerà a votare Berlusconi, e a Roma continueremo a votare Veltroni perchè è un bravo sindaco e ha fatto tanto per sta città, o Casini magari perchè è cattolico e via dicendo. Se non si ragiona su temi come il reale valore della rappresentanza politica, ad esempio, si rimane nell’alveo dell’antipolitica fine a se stessa: se non voglio che i militari italiani vadano in guerra, voto centro sinistra e ci vanno uguale… A me chi mi rappresenta? Il mio voto ha un valore reale? Più che un sistema elettorale che impedisca di essere eletti più di due legislature vorrei un sistema che imponga a chi viene eletto a rispettare il proprio programma, per esempio. Posso pure impedire ad un condannato di venire eletto, cosa tra l’altro giusta, ma così risolvo i problemi dell’ Italia?
Pero’…mai stato un dibattito tanto acceso, qualcosa anche alle “isole felici” questo V-day dovra’ aver detto.
Io non ero a Bologna, e non ero in nessuna piazza Italiana. Ero a Union Square in mezzo a persone che non sanno neanche chi sono gli “onorevoli wanted”. Ho visto gente in vacanza passare a mettere una firma del tutto simbolica prima di prendere l’aereo, gente del consolato firmare dicendo di essere uscite di nascosco, gente che ci ha cercato per ore in giro per lea piazza (c’era un mega market…non vi dico che bolgia) gente della RAI che si e’ detta imposibilitata a firmare perche’ della RAI (ma che cacchio significa??!) ma che era venuta a darci supporto. Insomma forse tutto quello di cui parlate e’ vero, forse non e’ la prima volta che vediamo piazze gremite, forse non e’ la prima volta che internet e’ lo strumento per raccogliere a se 300.000 faccie. Pero’ forse la popolazione che ha riempito quelle piazze non era sempre la stessa che siamo abituati a vedere (social forum, centri sociali, associzioni varie…), forse i tanti meetup si stanno organizzando per i fatti loro con azioni politiche sul territorio, senza chiedere permessi o via al caro Grillo. Io non voglio essere pessimista, io voglio sperare che con il tempo, certamente tanto, con lo sforzo di tanta gente e magari anche grazie al primo V-Day che ci ha portati in piazza, le cose possano prendere una piega diversa. Insomma per citar il caro Funari “La gggente non jaa fa’ piu’!”, ma invece di stare a casa a lamentarsi e’ scesa tutta in piazza a strillare, questa e’ l’unica novita del V-Day.
Rispondo a Simone:
il V-Day, a parte il vaffanculo, era finalizzato alla raccolta di 50mila firme per una legge di iniziativa popolare su 3 punti:
1) divieto di elezione per i condannati in via definitiva;
2) tetto di due mandati parlamentari per tutti;
3) reintroduzione della preferenza per il candidato nella scheda elettorale.
Non c’e’ un solo punto che non sia politico.
Rispondo a Claudia: lungi da me dire che Serra sia qualunquista. Io mi sono riferito a lui con il termine “benpensante”, nella fattispecie con connotato negativo. Ho stima di lui in genere, soprattutto perche’ in genere ci prende. Secondo me stavolta non ha capito un cazzo.
[fine della risposta a Claudia]
Sara’ che sono negli stati uniti, dove il qualunquismo e il populismo sono pane quotidiano, da due anni, ma ci sono cose facili e cose difficili per cambiare un paese. Secondo me le 3 proposte sono tra le cose facili, come lo erano le liberalizzazioni dei tassisti, dei farmacisti etc.
Sono facili perche’ danneggiano alla fin fine poche migliaia di persone tra parlamentari e seguito e potrebbero beneficiare molti milioni, se affiancate da meccanismi in grado di premiare i risultati anche del parlamento e del senato.
La specialita’ degli italiani e’ quella di fare talmente tanta dietrologia che anche le cose piu’ semplici nel giro di due giorni sono talmente analizzate e rese complesse dall’inclusione di centinaia di sfaccettature da diventare insormontabili, e anche se apparivano positive poi a ben vedere diventano negative. E quindi non si cambia mai un cazzo, ammesso che lo si volesse cambiare in principio.
Da leggere (visto che dice le stesse cose che dico io
) anche questo articolo di Travaglio sull’Unita’, disponibile in pdf
http://files.meetup.com/206004/travaglio_unita.pdf
Caro Daniele
Sono perfettamente d’accordo con te quando scrivi che “… anche le cose piu’ semplici nel giro di due giorni sono talmente analizzate e rese complesse dall’inclusione di centinaia di sfaccettature da diventare insormontabili, e anche se apparivano positive poi a ben vedere diventano negative.”
Tra l’altro questa cosa che scrivi mi ha spinto a rileggermi le nostre considerazioni e a riflettere per arrivare ad un punto un po’ piu’ sintetico.
Cosa mi piace e cosa no. Mi piace un’iniziativa popolare per raccogliere firme per una proposta che ritengo giusta. Non mi piace l’antipolitica che ruota attorno all’iniziativa di Grillo, non mi piacciono le frasi del tipo “La gggente non jaa fa’ piu’!”
Ovvero, non ho niente da dire, anzi, se oltre all’inziativa di Grillo ce ne saranno altre analoghe, quello che invece non vorrei e’ che dominasse nella mentalita’ dei giovani italiani l’idea che bisogna sempre cercare un’alternativa alla cosa piu’ semplice. Ovvero, la politica cosi’ com’e’ non va bene e quindi si puo’ partecipare solo se si trova un aggancio extraparlamentare.
Questa mentalita’ fa si che le migliori menti di fatto non parteciparanno alla vita politica se non con azioni sporadiche (e quindi crisi della classe dirigente a tuttti i livelli), in altri termini, rimango convinto che la vera partecipazione alla politica sia essenzialmente noiosa, quotidiana, per questo ho insistito tanto perche’ Stefano entrasse in un qualche partito, tutto il resto e’ contorno (magari un po’ utile e anche divertente, ma contorno)
Quanto alla “gggente” l’unica cosa che mi viene in mente e’ che ho sempre pensato che la nostra classe politica e’ l’esatto specchio della “gggente” italica, il problema quindi non e’ essere rappresentati, questo lo siamo gia’, ma non esserlo. La classe politica dovrebbe essere lo specchio delle menti migliori, non della “gggente”.
clap, clap, non posso che concordare con la sintesi di Simone. Personalmente credo molto nella partecipazione dal basso e dall’apertura della partitocrazia alla società, ma sono molto scettico all’idea che in Italia esista una società civile colta, raffinata e progressista “spodestata” dai partiti.
capace che preferisce starsene in disparte piuttosto che tirare la carretta.
La mia decisione di impegnarmi nel PD è infatti la volontà di mettermi in gioco nell’unico processo dove era possibile inserirsi in un organigramma che non sia già fissato e bloccato. Se in questo momento sono pessimista è proprio perché vedo tanta “gente”
Il vero rischio dell’exploit di Grilloo altri è che tanti giovani continuino a (non) fare politica 5 minuti all’anno e poi rimangano delusi che nulla cambi, mentre se non ci si sbatte (quotidianamente come dice Simone) difficilmente le cose possono cambiare davvero. Alle fine le 300mila firme di Grillo hanno semplicemente portato quel testo in parlamento, ma il parlamento può benissimo rimandare la data di discussione fino alla fine della legislatura e non votarlo mai…. L’unica è stare dentro ai partiti con il corpo, ma con la testa fuori.
Ariclap, ariclap, ma l’ultima frase di Stefano non mi è chiara. Se sei dentro con il corpo, sei dentro anche con la testa. E poi “partiti” e “politica” non sono parolacce, sono gli strumenti attraverso i quali si realizza la nostra democrazia. Con la testa, allora, bisogna starci dentro eccome. Ma forse, prima di partire con una delle mie supercazzole isteriche, sarebbe meglio aspettare un chiarimento di Stef…
nel senso che stai dentro ad un partito nell’azione quotidiana, ma cerchi di ragionare non come un burocrate di partito, ma come una persona “normale”, come se stessi ancora fuori da quel manicomio che sono i partiti politici.
Ok, ma se stai dentro e parli un’altra lingua, chi è che ti dovrebbe capire, seguire, appoggiare? La famosa gente? è una specie di rivoluzione bianca? I partiti sono lì, chiunque voglia può iscriversi e avere un ruolo attivo, ma a quel punto ne diventi parte, con le tue idee e il tuo linguaggio, ma anche con le loro dinamiche, inevitabilmente. diventa una scelta di campo, ammirevole anche. Ma perché sbandierare la propria diversità o la propria superiorità rispetto a “loro”?
i partiti non funzionano e dentro c’è gente che non sa più come funziona la società. Peggio degli statali!
quindi per far funzionare un partito bisogna inventarsi qualcosa ed è meglio partire da quello che c’è fuori rispetto a quello che trovi là dentro.
Detto questo oggi come oggi io sono di un partito e quindi nel dibattito società civile si/no, o in quello Veltroni buono/cattivo non posso far finta di non essere iscritto ai DS e lavorare per il PD. Ovviamente cambia la mia situazione.
Ok siamo tutti d’accordo. Pero’ secondo me c’e’ ancora un punto su cui riflettere:
“Questa mentalita’ fa si che le migliori menti di fatto non parteciparanno alla vita politica se non con azioni sporadiche (e quindi crisi della classe dirigente a tuttti i livelli), in altri termini, rimango convinto che la vera partecipazione alla politica sia essenzialmente noiosa, quotidiana”
Sai che c’e'? A me la politica interessa molto, ma non faro’ mai politica nella quotidianita’ perche’ ci vorrebbe talmente tanto sbattimento per far capire chi sono a chi occupa posizioni piu’ in alto delle mie all’interno delle gerarchie partitiche che dopo un po’ di tempo perderei di vista il fine.
Tutto il modello sociale italiano si regge sull’esercizio del potere tout court e non sul merito: come si conquista il potere non interessa a nessuno, se per meriti meglio ma non e’ necessario.
E questo e’ senz’altro figlio della pervasivita’ della politica che filtra in qualunque sfera della vita dei cittadini, esercitando il suo potere e costringendo la gente a servirsi di essa per fare passi nella scala sociale.
A me questa cosa fa vomitare. E, peggio, credo che l’unico modo per cambiarla sia farne parte, piegandosi a questa logica per conquistare il potere necessario a cambiarla. Io lo stomaco per questo non ce l’ho.
Finalmente un articolo sul V-Day che sia almeno degno di essere stato scritto.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/09/grillo-parlamentari.shtml?uuid=47a3b54a-6031-11dc-8742-00000e251029&DocRulesView=Libero#
rispondo a Daniele, io capisco benissimo il ragionamento che fai che non è assolutamente peregrino, però da questo discende una ed una sola conclusione: chi governa questo paese non sarà chi se lo merita di più e nemmeno chi ne ha più bisogno, ma solo chi ha maggior tempo da perdere. Il che rischia di essere ad essere un assegno in bianco a chi già detiene il potere.
C’è poco da fare, questo ragazzo ha classe da vendere…
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html
salve. in ritardo – come al mio solito – mi intrometto in questa vostra discussione. rapida presentazione: sono un amico di stefano e nella fattispecie quello che gli ha rotto le scatole per mettere i link sul vday, ma non sono un grillino e manco uno dei meetup. l’iniziativa mi sembrava degna in sè, e quindi ho ben pensato di sfruttare le fatiche del minguzzi ;P. leggendo i commenti dei politici e dei commentatori, inclusi serra e scalfari, per me risulta chiarissimo perchè i 3 punti di grillo assumano un valore che va ben oltre la loro migliorabile validità. tutti i commenti a mio parere denunciano uno scarto mentale pauroso rispetto alla comprensione della realtà quotidiana, sia da parte dei politici che dell’intellighenzia (di sinistra in questo caso). la bindi che dice che bisogna monitorare le spese dei parlamentari, salvo uno stipendio base di 5000 euro che “va bene”(!). tutti che parlano solo del buffone grillo, oppure fanno delle casistiche minime per annullare l’indirizzo che i 3 punti vorrebbero indicare, tutti a dire che senno non avremmo avuto pertini o togliatti o de gasperi (mi chiedo le altre democrazie che hanno un turn over molto più spinto della nostra come facciano a non andare allo sbando!…) e nessuno che accenna alla sostanza dei punti. berty che dice che è d’accordo con grillo e vuole discuterne all’interno dei partiti (!) e che i cittadini seguono grillo perchè 1000 euro di stipendio sono pochi (qualcuno dovrebbe informarlo che ultimamente c’è molta gente che canta con silvestri “se potessi avere 1000 euro al mese”). tutti a discettare sul populoqualunquismo dei grillo, stella e travaglio e a dichiarare che ormai lo sanno che bisogna morigerare la politica, e poi gli unici tagli di cui si sente parlare davvero sono quelli delle auto blu mentre d’alema si offende con la forleo. veltroni che pure lui è d’accordo con grillo ma è stato 5 volte in parlamento e ora si è fatto ungere vincitore dalle segreterie ds e dl prima ancora delle primarie. insomma in breve (perdonate la logorrea) il problema è che questi non capiscono il nocciolo del livore di grillo e delle persone perchè ormai pur volendo non possono più, per età, per casta, per “conventicola”, per quotidiana disabitudine a vedere (non parlo di vivere) com’è la vita normale. e il nocciolo di quel livore non è livore, ma appunto, la vita normale, che si sta complicando anzicheno, anche per chi i politici che ha eletto se li merita.
Beh, io certo non pensavo di andare a Union Square a spiegare alla gente che ci sono delle persone disoneste in Parlamento e in Senato e stare preparando la strada ad un dittatore.
Secondo me fino al commento sui 3 punti tutto l’articolo e’ da buttare, perche’ il succo e’ che il giornalista-commentatore si erge al rango di filosofo e dalla sua posizione al di sopra della massa incolta (tra cui ci sono anche io) puo’ finalmente, anche se usando citazioni piu’ o meno appropriate, dire quello che pensa: “il popolo fa schifo. Io, Scalfari, e i miei amici potenti, siamo meglio del popolo di merda e quindi abbiamo il dovere di rimanere dove siamo, e poco male se l’esercizio di questo faticoso dovere comporta qualche effetto collaterale che la gente non capisce… tanto il presupposto e’ che la gente non capisce un cazzo comunque. Ecco perche’ un’iniziativa aberrante come questa ha successo”.
Beh, secondo me questa e’ una giravolta alla Barishinikov ma sempre da un presupposto dittatoriale parte. Anzi, oligarchico per essere precisi… oligarchico alla greca, nel senso dell’oligarchia dei colti e dei filosofi.
Beh io non ci ho mai creduto all’oligarchia. Nemmeno alla dittatura, s’intende. E mi sento veramente ancora una volta preso per il culo se qualcuno mi dice: “Senti, tu non capisci un cazzo, e la tua stupida tendenza a semplificare ottunde le tue capacita’ critiche. Quindi lascia che alle cose importanti ci pensiamo noi, che siamo filosofi e pensatori, e nel pieno delle nostre capacita’ critiche.”
Ora si che mi sento sollevato. Posso tornare a farmi i cazzi miei, che andra’ tutto bene perche’ c’e’ qualcuno piu’ colto di me che pensa per me. Oh, fatemi sapere quando Scalfari ha finito di cambiare l’Italia, che cosi’ ci torno.
http://www.danieleluttazzi.it/
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-silenzio-della-Casta/1757448
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Onorevole-seminterrato/1755688
vi sottopongo il commento di luttazzi su grillo, un articolo di pansa sull’ultimo espresso e le reazioni della nomenklatura all’inchiesta del settimanale sugli acquisti agevolati di case.
il punto di raccordo per me è questo: la distanza e la non comprensione di quello che avviene. vado per punti.
condivido la maggior parte dell’analisi di luttazzi sull’impostazione del grillo zenone, meno quella sui punti della proposta di legge, che per me debbono essere discussi e migliorati, ma indicano una strada da percorrere. fin qui cmq tutto tranquillo.
il fatto fastidioso è che il post di luttazzi è ahilui stato ripreso ieri da sofri bambino nel suo programma condor, e il bambino lo ha biecamente utilizzato per dare del fascista a grillo e dei lobotomizzati ai grillino (luttazzi si sarà appuntato il nome del bimbo nel quadernetto dei cattivi).
pansa invece scrive cose giuste, ma è troppo ottimista!
e arrivo al punto: la distanza e la non comprensione.
come diceva prima daniele c’è e c’è sempre stata in italia una classe sociale, di cui fanno parte i sofri, i vip politici, i ricchi e gli importanti di famiglia, gli scalfari, e pure i serra, che vive in sè, in case circoli e riferimenti a sè. e in più diviene sempre più vecchia.
è l’oligarchia di daniele fattasi ormai spesso gerontocrazia.
il titolo di studio, la vera laurea qui è l’appartenenza, la meritocrazia seppure c’è, è un di più, un “visto che ci sei”, appunto.
grillo è rozzo ok, il vday sarà probabilmente estemporaneo ok, ma bisognerebbe fare lo sforzo di prestare davvero attenzione e analizzare se davvero grillo è andato oltre il suo folto pubblico di impiegati statali livorosi e se quindi questo evento, come io credo e spero, è indice di una insoddisfazione reale che si sta facendo attiva e cogente e non il solito sbuffo all’italiana.
e io non credo che questa classe politica e intellettuale sia davvero in grado di fare questa analisi.
sono anni che vivono in un mondo loro, che si parlano tra di loro, che hanno stili e possibilità economiche troppo diverse da quello che ritengono “il popolo bue”.
d’alema che dice che la politica è una professione e non c’entra niente con la gente, marini che non capisce “perchè un politico non possa avere gli stessi vantaggi di un cittadino qualunque” (forse perchè è qualtomeno un particolare insidertrader, no?), bianco che dichiara nel questionario di grillo che è contro le 2 legislature “pechè non voglio andare in pensione!”, la bindi che non riesce a immaginare di prendere meno di 5000 euro, cardia che è tutto ok comprare 14 vani per 200euro “come tutti”, mastella e berlusconi e benigni a telese e rutelli alla festa dell’unità col sottofondo de “il cielo è sempre più blu” (povero gaetano!), veltroni che sono anni che l’anno dopo andrà in africa.
e tutti poi hanno famiglie al seguito. e mai che i figli facessero lavori normali! (la veltroni piccola fa l’aiuto regista di muccino piccolo, la dandini piccola fa la sceneggiatrice di muccino piccolo, i figli dei politici fanno i politici o i giornalisti tv, etc.)
sono fuori, su un altro mondo, lontani, da tempo immemorabile.
come si può pretendere che possano provare a capire quello che succede e a provare a cambiare o lasciare il posto? quasi bisogna comprenderli.
e in più, come pansa, pure io se guardo oltre ho difficoltà a non vedere un pauroso vuoto. perchè ho una forte paura che tempo una settimana tutto si risolva di nuovo in banale livore e tutti poi corrano a votare sempre sempre gli stessi che poi vogliono mandare a quel paese, perchè è più semplice così.
smetto di scocciarvi con una fesseria: prima ho scherzato su grillo zenone, ed eccovelo qui nell’audio originale di enrico maria salerno: sarà mondo chi monderà lo mondo! a lo santo a lo santissimo sepolcro! vade retro satan!
http://www.enricomariasalerno.it/audio/armatabrancaleone.mp3
A Michele:
quella che abbiamo letto e’ un po’ la tua analisi (i politici sono lontani)
la sintesi che ci proponi quindi qual’e'?
che dobbiamo fare?
piu’/meno piazza, piu’/meno “politica”? altro
scusate il ritardo ma ieri siamo stati evacuati per un allarme bomba… mah…
la sintesi, il che fare, come ho detto, non lo so.
non penso che la piazza, nè grilliana nè cofferatiana, possa essere la soluzione e manco lo strumento migliore (l’unica “piazza” recente che mi sembra ancora oggi democraticamente e politicamente sensata, è stata genova, ma ci hanno costretto a fare molto esercizio fisico non previsto, e poi tutti gli sforzi sono stati comprensibilmente concentrati nel tentativo di avere una giustizia che a breve andrà pure in prescrizione).
la piazza è simbolo, ok, ma in quanto tale tutti lo interpretano, e poi in italia la piazza è ostaggio della tv, che nè fa o folklore o spauracchio.
la politica è una strada lunga, troppo lunga per situazioni a volta al bordo del burrone (quindi stefano va bene, è giovane, ha costanza e si farà – anche se ha le spalle strette ;P – e quindi a 50 anni, morti d’alema e veltroni, guiderà il pd sulla rotta della politica della realtà)
la speranza sta in quello che fate voi e molti altri: informazione e analisi, nel tentativo di informare sempre e sempre di più su quello che avviene, su chi sono i politici e cosa fanno, così che chi vota possa vedere e capire bene quello che fa.
anche qui la strada è lunga (sono ancora basito dall’effetto zero suscitato dai vari report e da pane e politica di iacona, che in buona sostanza processava i ds durante il congresso dei ds, e questi non hanno battuto ciglio), ma mi pare l’unica percorribile: far sapere per far capire per capire come si agisce.
e qui smetto di fare il saccentino.
un travaglio per voi: http://www.marcotravaglio.it/machefurbetti.htm
arrivo buon ultimo. Qui già mi si butta la croce addosso di guidare il PD!! E cmq dubito che in 17 anni riesca ad arrivare fino a lassù…
seriamente, mi sono appena letto i vostri commenti e poi questo articolo della Dominijanni sul Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Settembre-2007/art7.html). L’articolo si chiude così: “Non c’è un governo di saggi assediato in piazza dalle invasioni barbariche. C’è nel palazzo e in piazza un’afonia che tocca rompere a chi, in piazza e – se c’è – nel palazzo, sappia trovare e comunicare parole più convincenti di una V per dare voce a una necessità di svolta e a un bisogno di politica.”
Io credo che poi il punto di equilibrio tra quanto sostengono Daniele, Michele e Silvia e quanto chiedono Simone e Claudia è proprio qui. Bisogna fare politica in maniera diversa da come si fa, ma bisogna fare politica.
Il che significa che in piazza ci si va eccome, ma non “per protestare” e bon là, ma per costruire. Una protesta fine a se stessa è una perdita di tempo. Un protesta finalizzata è fare politica. Alla fine l’iniziativa di legge popolare di Grillo o la raccolta firme per il referendum pari sono come iniziative, ma la linea politica che ci sta (o non ci sta) dietro a fare la differenza.
Che si stia dentro un partito politico o meno, bisogna sapere che la politica ha dei momenti ed ha delle regole. Accettate queste, bisogna saper innovare. Con Alessio, eliminare i partiti non serve a nulla, è la società che li esprime che è marcia. Se si individua nei partiti il punto debole del sistema ci si iscrive, se lo si individua nel mercato del lavoro si entra in un sindacato, se lo si individua nell’impoverimento culturale si crea un’associazione. E ciascuno fa il suo.
Non per fare il qualunquista, pero’ leggete la nota di Palazzo Chigi su quel tipo che si e’ fatto beccare sull’aereo di Mastella e si e’ onorevolmente dimesso (dal Corriere):
L’ufficio stampa del vicepremier Francesco Rutelli, precisa infatti che «Riccardo Capecchi si è presentato all’imbarco di sua iniziativa e non è stato assolutamente autorizzato, tanto meno, come riporta un’agenzia di stampa, “per atto di cortesia del ministro Rutelli”, a salire sul volo di Stato. Le persone autorizzate a salire a bordo erano, infatti, quelle stabilite d’intesa con l’Ufficio Voli di Palazzo Chigi e tra queste Capecchi non figurava».
Quindi questo si e’ presentato bel bello ed e’ salito su un aereo di stato. Mica in discoteca, su un aereo di stato! Ci potremmo provare anche noi, magari un passaggio ce lo danno…
Direi di spostare la discussione sul forum
PS
bisogna essere registrati al sito.