Se il Popolo è Sovrano, chi tenterà di avvelenarlo? E come? Sarà una pietanza servita da una multinazionale, o, più sottilmente, un film d’autore, un caso di cronaca, un libro dalla copertina accattivante, un decreto legge? Dopo anni di mitridatizzazione, con questa rubrica mi presto a fare l’assaggiatore del Re, a mio rischio e pericolo. E comincio subito con un avvertimento: ciò che ingrassa ammazza!
Nùtriti di conoscenza anche questo novembre.
UN LIBRO

L’Avversario – Emmanuel Carrère
Difficile trovare un libro serio sui serial killer e sugli psicopatici assassini, in cui l’io narrante riesca a separarsi completamente dal protagonista della storia. Spesso chi sceglie di raccontare fatti del genere è già parziale, condizionato, affascinato oppure impaurito dal personaggio, e magari gran parte del libro è proprio un insieme di sensazioni soggettive dell’autore, di malcelati ambigui tentativi di non cadere nell’dentificazione, conflitti interiori e prese di posizione più o meno “liberali” o moraliste.
Emmanuel Carrère non si distingue in questo dalla norma. L’autore parte all’avventura, non sa dove lo porterà questo viaggio nella mente (o così lui crede) dello psicopatico Jean-claude Romand. Quindi ne ripercorre la vita, gli assassinii, il processo, e nel frattempo li cerca di impregnare di un seppur minimo significato, intenzionalità, umanità. Ma manca totalmente la visione medica della malattia mentale, manca l’idea stessa di malattia mentale. Carrère è figlio di una cultura, peraltro dominante, che non riesce a vedere la realtà umana al di là del comportamento. E quindi, senza strumenti conoscitivi, è costretto a “romanzare”, ad inserire i connotati emotivi di un personaggio convenzionale nel reale vuoto psichico che si nasconde dietro la pazzia lucida. Jean-Claude Romand è un non essere, un apparire, un’io sparito insieme alle proprie capacità relazionali e quindi insieme all’altro-da-sè. Ma a differenza dello schizofrenico continua ad intrattenere un rapporto con gli altri, ma alle sue condizioni: recita per trasformare l’altro in spettatore. Ma quando la montatura che è lui stesso comincia a cedere, la psicosi diventa manifesta e non c’è scampo per chi gli è vicino. Così lui si “cura” dalla sparizione totale, dalla schizofrenia manifesta: uccidendo gli altri e costruendo un nuovo personaggio per un nuovo pubblico. Senza raptus, lucidamente e freddamente. Carrère non riesce a dare una spiegazione a ciò che descrive e non si accorge che proprio questa cecità lo spinge a distorcere i fatti psichici del suo protagonista, arrivando a dargli un’umanità, una capacità di provare pena e sofferenza psichica, amore ed affetto per gli altri. Il tutto permeato di una certa inconfessata carità cristiana. Questo ad evidente danno del lettore . Però il libro ha il pregio di descrivere efficacemente la fatuità dell’ambiente in cui un uomo come Romand trova il suo habitat. Un mondo di esclusività ed esclusione, di comitati per il decoro pubblico e aste di beneficenza, rispettabilità sociale e conti svizzeri.
L’avversario – Emmanuel Carrère. – - Edizioni Einaudi – PP. 161 Prezzo 10,33 euro
UN FILM NELLE SALE

Ratatouille
Il nuovo film d’animazione Disney-Pixar rende omaggio alla cucina francese ed a Parigi nel modo più imprevedibile e divertente: Remy, un topo-chef che, senza alcuna soggezione nei confronti del topo-simbolo della Disney, unendo spirito di avventura ed umiltà, voglia di sperimentazione e amore per i gusti semplici di una volta, realizzerà il suo sogno: diventare chef di un grande ristorante parigino!
Una volta superata la sensazione di ribrezzo che un ratto (peraltro estremamente realistico grazie all’animazione 3D) che cucina può dare , vi lascerete letteralmente incantare da questo topo charmant, raffinato ma semplice di cuore, capace di reggere il confronto con i più grandi chef mondiali e trait-d’union tra due popoli che, sebbene convivano da millenni, sono in perenne guerra civile: gli umani e i ratti. ebbene, i più grandi critici culinari francesi impazziranno per una zuppa preparata da una pantegana, perchè, come recita il motto del grande chef Gousteau: “chiunque può cucinare” … o meglio, non tutti sono dei geni, ma il genio può nascondersi in chiunque di noi, per quanto umili possano essere le sue origini. Non rimpiangerete Topolino.
USA 2007 – 117 minuti – colore
UN PIATTO

La Farinata
… L’antica tradizione marinara della Liguria e della Toscana è una storia “di sinistra”: le tute sporche di grasso dei camalli, le mani incallite sulle sagole dei marinari, e una semplice e nutriente focaccia di farina di ceci. La leggenda dice che nacque nel 1284. Sembra che, su una galera genovese carica di prigionieri pisani della battaglia di Meloria, una tempesta provocasse l’accidentale mix degli ingredienti: i barili pieni di ceci e di olio d’oliva si aprirono sul fondo della stiva, invasa di acqua di mare: il purea fu lasciato seccare al sole e si rivelò così miracolosamente gustoso…
…al punto che vincitori e vinti ne fecero un piatto base della loro cucina: fainâ de çeixai a Genova, cecìna in Toscana, fu esportata in tutto il mediterraneo: è la socca a Nizza, in Sardegna è conosciuta come fainè o fainò, a Livorno è la torta di ceci, in Sicilia trova una variante fritta nelle panelle, ma anche a Gibilterra ed in Marocco dove si chiama calentita.
Ingredienti per 4 persone :300 g di farina di ceci, 1 litro d’acqua, sale qb, 1 bicchiere di olio extravergine d’oliva
Stemperate in 1 litro d’acqua la farina ; lasciatela riposare per 8 ore. Passato questo tempo , salate e versate in una teglia larga e bassa , nella quale avrete messo un bicchiere d’olio. Mescolate parecchio in modo che l’olio salga parzialmente in cima. Mettete in forno caldo a 180 ° con la fiamma nella parte superiore e fate cuocere sino ad ottenere una superficie ben dorata. Servitela bella calda.
UN EVENTO
La Beatificazione dei Franchisti
I franchisti di Spagna hanno da sempre un fido alleato nella Chiesa Cattolica Romana. Domenica 28 Ottobre, in occasione dell’anniversario della Marcia su Roma, Si terrà in piazza San Pietro la beatificazione di quasi 500 religiosi filofranchisti, morti durante la guerra civile spagnola. Un segnale forte di revanche nei confronti di Zapatero, che si accinge a portare in parlamento una legge che vorrebbe chiudere i conti con la dittatura.
Stenterei a crederci se non lo vedessi con i miei occhi. E infatti domenica cado dal letto per documentare l’obbrobrio: Migliaia di fascisti italiani e spagnoli possono usufruire di una manifestazione autorizzata in un giorno infame della storia italiana. Preti, militari e simpatizzanti si uniscono in questo tripudio mediatico davanti al Cuppolone. Sui megaschermi le rubiconde facce dei cardinali scorrono l’interminabile lista dei martiri della repubblica: è la beatificazione più numerosa della storia della chiesa. Il messaggio è chiaramente a Zapatero che, con la Legge della Memoria Storica, si appresta a fare un timido passo verso la necessaria presa di distanza delle istituzioni spagnole dal fascismo di Franco. Passo timido, in quanto non coinvolge anche i fiancheggiatori ed i sostenitori del regime franchista, tra cui ovviamente la Chiesa. La legge impone l’obbligo di eliminare i simboli del franchismo da tutti gli uffici pubblici spagnoli. E di simboli dei fiancheggiatori del regime è gremita Piazza San Pietro in questa torrida domenica di Ottobre. Come quelli della Comunión Tradicionalista Carlista. Che si tratti di una presa di posizione filofranchista è evidente: i martiri sono tutti vittime dei repubblicani, non è incluso nessuno dei preti morti per mano franchista. Perchè, spiegano le gerarchie “questi , in gran parte preti baschi, non sarebbero stati uccisi per la loro fede, ma perchè oppositori del regime”
UN FILM IN DVD (e in Divx)
Eros – di Antonioni, Soderbergh, Kar-Wai
il vento che nasce e muore / nell’ora che lenta s’annera / suonasse te pure stasera / scordato strumento, / cuore.
Prendo questo frammento di una poesia di Montale, a me cara, e lo lascio sciogliersi nelle immagini di “Eros”. Mi pare così di trovare le giuste parole per raccontarlo senza descriverlo.
E’un film di altissima qualità, una trilogia dell’eros, eros declinato da tre maestri del cinema di sempre.
Il progetto nasce, per volontà di Michelangelo, come esercizio di libertà creativa e confronto tra grandi artisti, e si trasforma in dialogo di immagini sul mistero dell’amore.
Antonioni affronta il “suo” tema del mistero femminile con un tocco leggero e maschile: coglie l’ineffabile dolcezza della donna come Tao. La donna di Antonioni ondeggia tra sé e il mondo, tra la tentazione dello specchio e il rischio di perdersi nell’altro da sé. Un Pulsar che mostra tutte le possibili digradazioni della luce, fino alla quasi totale oscurità, ma senza mai cadere nel buio, pronta a riespandersi avvolgendo lo spazio circostante in mille generosi raggi.
Soderbergh si cimenta col sogno e l’immagine femminile che, monocroma e senza volto, invade l’esistenza onirica di un malcapitato venditore di sveglie (Robert Downey jr.) E qui un distratto psicanalista (Alan Arkin), abile maieuta, restituisce il viso alla donna sognata dal paziente innamorato.
Kar-Wai attinge alla sua mitologia di amori impossibili e interrotti. La bellezza di Gong Li brucia la carne; Hong-Kong, spietata, consuma i suoi abitanti come affreschi lavati via dalla pioggia.
l’amore nasce tra le mani di una donna, sul corpo di un uomo. Se ne frega di tutto, si nutre d’aria e sopravvive per anni, puro, fiero, per morire tra le mani di una donna, sul corpo di un uomo.
Forse la bellezza dei tre cortometraggi non è eguale. Comunque credo che ogni animo troverà la storia che gli risuona. Consiglio di vederli tutti e tre insieme, cuciti tra loro dalle splendide immagini dell’illustratore Lorenzo Mattotti, magicamente animate da una poetica canzone di Caetano Veloso.
UN SITO INTERNET
20Q
Lo ammetto! Mi sono ritrovato come un idiota a farmi leggere nella mente dal mio pc. (acronimo di paranormal computer) che, entrato in contatto telepatico sulla rete con un sito multimedium, è riuscito, con fortuna alterna, a dare prova di potenzialità davvero interessanti… potenzialità appunto! tutto è nato da un passaparola: “lo sai che c’è un sito sul web che riesce a indovinare quello che stai pensando?” ovviamente non me lo son fatto dire due volte e ho sfidato la macchina in un duello tra stupidità naturale (la mia) e limitata intelligenza artificiale.
il mago virtuale mi ha chiesto di pensare una parola (senza dirgliela) e, facendomi 20 domande assurde, ha sgamato quello che avevo in testa. È un tipo un po’ strano, ‘sto sito. Non ci azzecca sempre. Ad esempio una volta avevo pensato ad un pomello e lui ha detto softball, un’altra ad un cassetto e lui ha proposto un bazooka. È anche un po’ misogino, sospetto: io penso ad una donna e lui mi dice”gorilla”… ma a parte queste stramberie, è sorprendente quando ci azzecca in meno di 20 domande. vai al sito
