ALITALIA. Ma scusate 5000 è più di 2100 vero?

On 30/07/2008, in Uncategorized, by newbrainframes

Io non saro’ un genio dell’economia, della finanza e sopratutto della matematica, ma questa cosa che ai numeri gli si fa sempre dire quello che gli pare non mi sembra corretta. Ancora peggio se i numeri si fanno dimenticare e poi se ne propongono di nuovi…

“Il piano-Berlusconi per Alitalia prevede 5000 tagli. Sfida ai sindacati: «Andremo avanti»
5000 tagli, novanta nuovi aerei in arrivo, ripristino delle più importanti rotte internazionali. Berlusconi accelera e presenta la ricetta per il recupero della compagnia di bandiera. «I cinquemila esuberi – avrebbe spiegato il premier ai senatori del Pdl- verranno attutiti da alcune misure. Ci saranno degli scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre misure di ammortizzatori sociali saranno accompagnate da altre soluzioni». Però – ha aggiunto il presidente del Consiglio – i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, «altrimenti salta tutto».”
(altrimenti Caput a voi e a tutte le vostre famiglie! ndr. da Johnny Stecchino) Dalla Stampa di oggi

Ma cosi’, tanto per rinferscarci la memoria riposto un articolo da Repubblica di Marzo 2008 sul piano previsto da AirOne.

2100 esuberi, per loro un piano sociale. Spinetta ha ricordato poi il numero degli esuberi di Alitalia Fly, 1600, ripetendo che si tratta di “una stima ragionevole”, e assicurando che a favore dei lavoratori verrà messo a punto “un piano sociale esemplare. Mobiliteremo tutte le risorse possibili, dalla cassa integrazione, alla mobilità, agli incentivi finanziari”. Agli esuberi di Alitalia Fly si aggiungono i 500 di Alitalia Servizi: in tutto circa 2100, ha concluso Spinetta.”

Inoltre se non bastasse il piano AirOne prevederva 2 miliardi di euro di investimento per il rilancio, mentre il nano di fantasilandia ne annuncia entusiasta solo uno…ma che davvero pensano che abbiamo la memoria di un pesce rosso?

Forse si.

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0 Responses to ALITALIA. Ma scusate 5000 è più di 2100 vero?

  1. Pardon, il miliardo di euro si e’ gia’ trasformato in 800.000 milioni, e non sono ancora passare 24 ore.

  2. silvia says:

    800 milioni….

  3. La cosa clamorosa è che nel frattempo tutto si sta muovendo (leggere l’articolo di Riva su Repubblica di ieri: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/alitalia-23/alitalia-guarda/alitalia-guarda.html). British e Iberia si fondono (con american airlines pronta ad entrare) e noi ancora là con l’italianità della compagnia di bandiera… E cmq Berlusconi ha molti demeriti in questa vicenda, soprattutto il cinismo di speculare sulla pelle di migliaia di lavoratori per tornaconto elettorale, ma i sindacati hanno premuto il grilletto. Oggi ormai c’è poco da fare. Cordata o non cordata.

  4. Interessante articolo di Giavazzi che alla fine, a sorpresa, tira in ballo Alitalia:
    http://www.corriere.it/editoriali/08_luglio_30/giavazzi_24daa48a-5df4-11dd-9ccd-00144f02aabc.shtml

  5. Il punto e’ ancche il progetto che questo governo non ha su roma. Una capitale europea geograficamente decentrata ha la necessita’ di tirare l’europa verso il mediterraneo e al contempo quello di legarsi alle citta’ del nordeuropa. Bene l’alta velocita’ ferroviaria per milano e napoli ma un aeroporto intercontinentale e’ indispensabile per dare a roma le opportunita’ minime di competizione globale. Il caso alitalia e’ poi emblemativo di un paese che ancora ragiona per padrini e convenienze invece che per merito e servizi. Un governo incapace di valutare la convenienza per l’interesse generale perche’ offuscato da quello particolare (italiano o meno) temo non sara’ in grado di risolvere questo pasticcio ne’ portare il paese fuori dalle secche.

  6. Pare che la CAI abbia ritirato l’offerta, il contropiano sindacale (per la seconda volta) viene rifiutato. Quando ci si vuole suicidare, prima o poi, ci si riesce. Ora il governo Berlusconi proverà a dare tutta la colpa al sindacato, il sindacato cercherà di girare la frittata contro il governo ed i precedenti amministratori. La verità è che la politica non deve gestire l’economia, perché è regolata da altri principi. Speriamo che il fallimento di Alitalia serva ad aprire gli occhi a chi crede ancora che sia possibile mantenere aziende che stanno sul mercato in mano pubblica. E ora i contribuenti inizieranno a pagare. Una botta clamorosa per l’economia romana ed italiana. Chissà cosa ne pensa il 60% degli italiani che ha fiducia in Berlusconi.

  7. Dira’ che la colpa e’ dei sindacati, che a dirla tutta non e’ che siano proprio senza macchia, ma anche del governo in carica, ma anche dell’opposizione visto che Veltroni nel frattempo si trova a NY a pubblicizzare il suo libro. Insomma e’ colpa di tutti e quindi di nessuno. Andiamo avanti cosi’.

  8. beh, mo’ Veltroni che deve fare? Salvo dire che Berlusconi è causa del suo mal e che va trovata una soluzione in Parlamento con le opposizioni per l’interesse generale? In effetti questo finora l’ha detto Casini… :-S

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