Un uomo curvo su se stesso mi precede lungo il “miglio verde”. Sento ovunque l’urlo dei ricordi-prigionieri delle celle. Io sto seguendo il capo delle sentinelle, lungo le caverne della mia personale prigione interiore.
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Client chiama server. Io sono il client: il server non risponde. Server error: non c’è niente. Dove sei? Rilancio la query, sulla base dati in cerca di risposte. Sybase mi restituisce una riga bianca e immacolata. Riprovo, riprovo, riprovo. Nulla. Dietro la webfarm si stende una specie di limbo grigio, uno spazio virtuale sordo, muto e insensibile.
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Alkatraz dorme silenziosa nel cielo del pomeriggio. Fa caldissimo: gli infissi delle finestre stanno sciogliendosi come gli “orologi molli”. Le pareti altissime, impercettibilmente, si piegano. Gocciolano calore, sudore, sofferenza.
Rieccomi qui con la seconda parte delle Cronache da Alkatraz. La storia riprende, così come l’abbiamo lasciata all’ottavo piano di un’Alkatraz sempre, eternamente identica a sè stessa. Ma nella prima parte ho incontrato l’uomo cieco sotto il bancone della caposala al piano meno due, tra le foglie morte, con la morfina in circolo e i sensi intorpiditi…
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L’uomo cieco attende la donna che ha sete. Rido, appresso alle schegge impazzite dei miei pensieri che bruciacchiano allegramente gli ultimi brandelli di razionalità in un tripudio di fuochi artificiali….
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Siamo quasi alla fine della prima parte. Io e Mr Whire stiamo per affrontarci ma non è ancora chiaro dove e come.
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“All these years I thought I was wrongBut I know it was youRaise your headRaise your faceYour eyesTell me who think you are?” “In my darkest hour”, D. Mustaine
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L’ hai dimenticato?C’è un enorme totem quasi cieco che segue le tue tracce. A lui non piacciono i Megadeth ma per quella sera potrebbe fare un eccezione… Chissà, magari stavolta ha nascosto un idrante come quello dei pompieri sotto l’impermeabile…magari ha deciso di fare le cose in grande, come l’ultima volta che vi siete visti…
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Eccomi. Sono un errore indecifrabile su una immensa, perfetta, immacolata base dati. Una specie di scarafaggio. Tutto funziona: io sono il 700012345616161661 nel servizio%%%)))/// nel tic tac 09- errore, microscopico e letale. Mi hai beccato.
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