La rivista Economist, nel numero del 21 maggio 2005, ha dedicato la copertina all’Italia per la terza volta nella sua storia. Il Belpaese viene definito il nuovo malato d’Europa, dopo che questo poco ambito titolo era stato sulle spalle della Gran Bretagna (anni’70) e della Germania (anni ’90). Mentre la diagnosi macroeconomica dell’Economist ci trova d’accordo praticamente su tutto, la terapia proposta, che prevede il licenziamento di 500mila dipendenti per incrementare la produttivita’ del lavoro, ci sembra una soluzione troppo semplicistica che non fa i conti con la situazione reale del Paese, affetto da una carenza cronica di capacita’ dirigenziale e manageriale. Uno svecchiamento della classe dirigente, basato sulla sostituzione degli attuali manager ultracinquantenni (ma spesso anche ultrasessantenni) con le attuali seconde linee piu’ giovani, potrebbe allora essere una soluzione certamente meno costosa da un punto di vista sociale ma piu’ efficace per raggiungere gli obiettivi indicati.
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