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	<title>newbrainframes &#187; elezioni</title>
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	<description>associazione culturale – 00100 – Roma (Italia)</description>
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		<title>&quot;This is the day that changes everything&quot;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:15:46 +0000</pubDate>
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<p><img class="alignright" src="http://ih.constantcontact.com/fs063/1102008187261/img/19.jpg?a=1102305430789" alt="" width="196" height="144" />&#8220;This is the day that changes everything&#8221;. Anche se in realta&#8217; questa frase e&#8217; presa da una serie americana di poco successo dello scorso anno, &#8220;Day break&#8221;, trovo che racconti perfettamente lo stato d&#8217;animo che serpeggia almeno qui a NY.</p>
<p>Ieri ho passato 4 ore a lavorare per &#8220;Campaign for Change Phone Bank&#8221; in una delle varie location in Brooklyn, chiamando centinaia di persone in Indiana, Virginia e Ohio, dandogli le ultime informazioni per votare, apertura e chiusura dei seggi, indirizzo preciso del seggio presso il quale recarsi a votare, di quali documenti essere muniti, se e come addirittura organizzare pulmini che portassero gli elettori con difficolta&#8217; di deambulazione o anche solo senz un&#8217;auto ai seggi. <span id="more-2383"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://img139.imageshack.us/img139/1613/phonebank1ch3.jpg" alt="" width="196" height="147" />Dopo 4 ore al phone bank center i volontari erano duplicati, mentre tornavo a casa ho visto entrare a fare donare il proprio tempo persone a cui avevo lasciato dei volantini pochi minuti prima nella speranza che venissero a dare una mano. Ed eccoli li&#8217;, la speranza era entrata in campo. E forse ha giocato anche il fatto che non sono americana e non posso votare, ma nonostante tutto ero li&#8217; anche io. E come me indiani, ispanici, europei per tutto il weekend hanno preso treni e autobus e sono andati porta a porta in Pennsylvania, Virginia, Ohio, e non parlo solo di solidi attivisti, ma di studenti, imprenditori, avvocati, economisti, attori, sociologi. La sensazione resta comunque quella del &#8216;non mollare mai&#8221;, la battaglia non e&#8217; finita anche se i sondaggi sono a favore, bisogna continuare a spingere.Pare che alla stazione di Penn Station sabato mattina molti dei treni in partenza fossero popolati solo da sostenitori di Barack Obama. Non puo&#8217; essere un caso.</p>
<p>Come non puo&#8217; essere un caso che i sondaggi ormai da settimane non mostrino un risultato diverso da quello che Obama sia in vantaggio, sembra quasi che nessuna emittente o testata giornalistica si prenda la responsabilita&#8217; di dire chi sta davvero vincendo. Solo ieri ho iniziato sentire qualche commentatore timidamente dire &#8220;ormai questo Stato non puo&#8217; essere considerato in bilico, almeno dobbiamo parlarne come &#8216;leading Obama&#8217;&#8221;.</p>
<p>Tutti i NewYorkesi che conosco hanno la sveglia puntata per le 5.30, oggi 4 novembre, per recarsi ai seggi entro le 6.15, essere certi di votare ed evitare il piu&#8217; possibile le file. Infatti le operazioni di voto e ancor di piu&#8217; di riconoscimento della persona durano dirca 6-7 minuti a testa, e&#8217; molto facile che si creino ingorghi in una situazione normale, ma questa non e&#8217; una situazione normale.</p>
<dl>
<dt><a href="http://www.cnn.com/ELECTION/2008/poll.closing/"><img src="http://www.brentlevesque.com/images/election08/electoral%20map.png" alt="Electoral Map 2008" width="354" height="266" /></a></dt>
</dl>
<p>Il 30% delle persone regitratesi per votare ha gia&#8217; votato negli stati dove era possibile. Per legge se il seggio chiude all 7 e tu ti presenti in fila alle 6.50 devi poter votare e ci si apsetta che in alcuni casi si chieda una prolungamento dell&#8217;orario di apertura. Tutto questo e&#8217; straordinario, fuori dall&#8217;ordianrio anche per gli States.</p>
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt>Electoral Map 2008</dt>
</dl>
</div>
<p>Stasera ci aspettano emozioni forti, nella speranza di avere un quadro chiaro il prima possibile. Infatti i polls nella parte est degli Stati Uniti chiuderanno tra le 7-9 ora di NY, e inizieranno i conteggi in modo che alla chiusura dell&#8217;ultimo poll in Alaska (alle 1 AM ora di NY) si possano gia&#8217; pubblicare i dati della East Coast. Nel momento in cui saranno rivelati i risultati di Pennsylvania, Virginia, Indiana, Nord Carolina e Ohio la foto sara&#8217; chiara. (<a href="http://www.cnn.com/ELECTION/2008/map/polling/">per saperne di piu&#8217; consultate la cartina della CNN</a>)</p>
<p>Che dire, questa giornata fara&#8217; la storia e noi saremo stati presenti e attori direi. <strong>Our Moment is NOW</strong></p>
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		<title>Brooklyn 4 Obama</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 19:50:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Galleria fotografica sulle primarie democratiche a brookyln[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/BI2VxIE6v6k" width="425" height="350" wmode="transparent" /]]]></description>
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<p>Galleria fotografica sulle primarie democratiche a brookyln<code>[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/BI2VxIE6v6k" width="425" height="350" wmode="transparent" /]</code></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img width="171" height="16" alt="Share/Bookmark" src="http://steadyoffload.com:8080/WQCRGN5X89.aHR0cDovL25ld2JyYWluZnJhbWVzLmNpdHRhZGluaWdsb2JhbGkub3JnL3dwLWNvbnRlbnQvcGx1Z2lucy9hZGQtdG8tYW55L3NoYXJlX3NhdmVfMTcxXzE2LnBuZw==...."/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Politiche 2006: il giorno del giudizio</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 19:51:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo una campagna elettorale esasperata non era possibile un titolo diverso. Affluenza altissima: all&#8217;83% con un incremento di due punti sul 2001. I primi exit-polls danno l&#8217;Unione davanti (50-54%) alla Casa delle Liberta&#8217; (45-49%) sia alla Camera che al Senato. Un +5% superiore alle ultimissime aspettative.Sui dati non ha senso discutere prima dell&#8217;ultima proiezione. Meglio [...]]]></description>
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<p>Dopo una campagna elettorale esasperata non era possibile un titolo diverso. Affluenza altissima: all&#8217;83% con un incremento di due punti sul 2001. I primi exit-polls danno l&#8217;Unione davanti (50-54%) alla Casa delle Liberta&#8217; (45-49%) sia alla Camera che al Senato. Un +5% superiore alle ultimissime aspettative.<span id="more-2117"></span>Sui dati non ha senso discutere prima dell&#8217;ultima proiezione. Meglio condividere qualche stato d&#8217;animo. La vigilia elettorale e&#8217; passata consumando il tempo secondo dopo secondo. Un classico pomeriggio romano con un sole freddo che non riusciva a scaldare.</p>
<p>Queste elezioni paiono essere piu&#8217; che una scelta democratica di cosa vuole essere questo paese, piuttosto una chiassosa conta del destino di Berlusconi. Tutta la dimensione pubblica dell&#8217;interesse collettivo e&#8217; implosa su questo buco nero che e&#8217; l&#8217;attuale premier. Le speranze di un futuro politico diverso per questo paese si incrociano necessariamente alla decapitazione del vertice della destra italiana. Difficile immaginare una vera alternanza con Berlusconi leader della Destra.</p>
<p>Questo voto difficilmente puo&#8217; quindi essere pro o contro una proposta, tantomeno una scelta libera tra due opzioni. Sicuramente perche&#8217; a sinistra c&#8217;e&#8217; bisogno di un &#8220;regime&#8221; per trovare unita&#8217; d&#8217;azione e d&#8217;intenti. IL nemico.</p>
<p>D&#8217;altronde Berlusconi ha costruito un teatro dell&#8217;assurdo che lo vedeva perseguitato e contemporaneamente prescelto divinamente. Una posizione che lo pone al di la&#8217; della critica politica e della valutazione delle sue sole azioni, ma che invece pone il cittadino al bivio tra fede o eresia. Dove chi e&#8217; comunista e&#8217; un eretico, fuori dalla fede, piu&#8217; che un sostenitore delle idee di Marx.</p>
<p>Pertanto ieri e l&#8217;altro ieri non si e&#8217; scelto, non si e&#8217; optato, ma si rischia solo di abbattere un idolo del cinematografo. Perche&#8217; partecipare a questa politica quindi? Per chi parteggiare? Prima di tutto perche&#8217; e&#8217; necessario.<br />
La classe intellettuale o comunque cogente del paese, anche se esigua, non puo&#8217; esimersi dal partecipare.</p>
<p>La questione di cosa sostenere sara&#8217; ampiamente analizzata nelle prossime ore. Quello che mi sento di dire da subito e&#8217; che l&#8217;Unione e&#8217; un fronte di liberazione nazionale, o meglio di ripristino democratico, da Berlusconi. Una alleanza eterogenea che ha all&#8217;interno componenti di destra e di sinistra e che ha un programma sostanzialmente di ritorno allo status quo. Una sorta di congresso di Vienna, post Berlusconi/Napoleone.</p>
<p>Da domani mattina e&#8217; necessario smettere i panni dello scontro di civilta&#8217; (per chi li avesse mai vestiti) ed iniziare a ragionare criticamente su che sinistra e su che destra si vuole costruire per questo paese. Discorso prematuro per ora senza dati certi.</p>
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		<title>Media Connection 10/2005</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2005 08:21:09 +0000</pubDate>
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<p>Le prossime elezioni americane ci danno un saggio di come ormai il campo di battaglia politico-economico si sia ormai spostato dalla conquista dell&#8217;audience alla conquista della realtà. L&#8217;invasione della mente continua.<span id="more-60"></span></p>
<p>Si avvicinano le elezioni americane ed il mediascape USA subisce la forza dell&#8217;impatto delle propagnade politiche dei due competitors. Al di la&#8217; dei prevedibili schieramente all&#8217;interno del quarto potere proBush o proKerry i linguaggi sottostanti la comunicazione mediatica si stanno increspando.</p>
<p>Il primo segnale che avvisiamo e&#8217; il cambiamento dei palinsesti. Nel momento in cui e&#8217; in atto una riconfigurazione del mediascape i primi effetti sono infatti visibili nei mutamenti di share dei programmi generalisti. Il NewYorkPost, tra un insulto e l&#8217;altro a Kerry, ci informa che la sorta dei RealityTV e&#8217; nelle mani del pubblico. Molte di queste serie sono in crisi, perche&#8217; dopo il boom degli anni passati in TV c&#8217;e&#8217; un eccesso di realta&#8217; e siccome la realta&#8217; non e&#8217; mai particolarmente bella (soprattutto in questo inizio secolo) la disaffezione ha iniziato ad intaccare questi format (<a href="http://www.nypost.com/business/30358.htm" target="_blank">TV AUDIENCES DECIDE REALITY BITES</a>).</p>
<p>Altro segnale da controllare sono le strategie della pubblicita&#8217;. Il marketing management ha la funzione dei topi nelle miniere: i primi a fiutare il pericolo ed a scappare.<br />
In una fase di crisi di realta&#8217; del mediascape i pubblicitari non vogliono piu&#8217; essere intermezzo o sfondo alla comunicazione, ma hanno ora bisogno di essere LO spettacolo. Se lo spettacolo mediatico e&#8217; la realta&#8217;, chi nella realta&#8217; ci sta sul serio sotto forma di prodotti ha bisogno di riaffermare una sorta di iperrealta&#8217; rispetto ai reality. Pertanto bisogna uscire dallo sfondo ed integrare i prodotti nello spettacolo (<a href="http://www.usatoday.com/money/media/2004-10-14-tv-product-placement_x.htm" target="_blank">TV product placement moves out of background</a>).</p>
<p>Allo stesso modo si muove la comunicazione politica sui media. A fronte di una realta&#8217; depressiva la politica si sforza da un lato di costruire sogni e promesse di un futuro migliore, come nella piu&#8217; classica delle tradizioni, ma dall&#8217;altro rivendica la realta&#8217; come un risultato dell&#8217;avversario. La depressione l&#8217;ha creata l&#8217;Altro.</p>
<p>Cosi&#8217; come Michael Moore ha costruito i suoi documentari (non film, si badi bene) come una ricostruzione fedele di cio&#8217; che e&#8217; stato (non di cio&#8217; che il regista ha vissuto o interpretato) lo spregiudicato Sinclair Broadcasting Group ha deciso di raccontare un&#8217;altra realta&#8217; in modo da dare &#8220;la possibilita&#8217; di rispondere a Bush&#8221;. (<a href="http://www.alternet.org/mediaculture/20179/" target="_blank">Creeping Fascism at Sinclair</a>).</p>
<p>In questa iperrealta&#8217; mediatica pare quasi ridicolo il tentativo della FCC di ricondurre la questione alle normali regole di pari accesso ai media. Secondo Powell figlio la FCC non puo&#8217; bloccare la messa in onda del documentario di Sinclair in quanto non ha i poteri per farlo. <a href="http://money.excite.com/jsp/nw/nwdt_rt.jsp?section=news&amp;news_id=dji-00101420041014&amp;feed=dji&amp;date=20041014&amp;cat=INDUSTRY" target="_blank">FCC Can&#8217;t Block Broadcast Of Anti-Kerry Film: Powell </a></p>
<p>Ma in una realta&#8217; completamente nelle mani dei media ha senso ancora parlare di organi di controllo dei media? Oramai il livello di scontro e&#8217; uscito fuori dalla scatola televisiva (o radiofonica o quant&#8217;altro) per entrare nelle nostre menti. Il campo di battaglia sono le nostre emozioni, sentimenti e convinzioni. Come nel film di Cronenberg eXistenz siamo difronte ad una realta&#8217; piu&#8217; vera del reale che esiste solo nelle nostre menti grazie ad un pesante stimolo mediatico. A quando il fronte dei Realisti?</p>
<p>questo articolo compare anche su: <a href="http://www.politicaonline.it/politicsmatters" target="_blank">politics matters</a></p>
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		<title>jugonews #2</title>
		<link>http://newbrainframes.cittadiniglobali.org/2003/12/29/jugonews-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2003 17:12:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[le elezioni serbe si concludono con la vittoria dei nazionalisti di Seselj.questa settimana si parla di: emma bonino, censura in croazia, il processo per l&#8217;omicidio-djindjic, il capodanno 2004 nelle piazze di belgrado, anna kari, wesley clark, gli standards per il kosovo, l&#8217;unmik, arresti fra le fila dell&#8217;ana/aksh, la commissione per srebrenica, il decennale dell&#8217;aja, carla [...]]]></description>
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<p>le elezioni serbe si concludono con la vittoria dei nazionalisti di Seselj.<span id="more-2103"></span>questa settimana si parla di: emma bonino, censura in croazia, il processo per l&#8217;omicidio-djindjic, il capodanno 2004 nelle piazze di belgrado, anna kari, wesley clark, gli standards per il kosovo, l&#8217;unmik, arresti fra le fila dell&#8217;ana/aksh, la commissione per srebrenica, il decennale dell&#8217;aja, carla del ponte e il patriarca, bilancio di fine 2003 per i balcani, subotica, natale a sarajevo, natale per la sfor in bosnia, chanukkah in croazia, marko milosevic, ivo sanader, censimento in montenegro, sms croati, feral tribune, predrag matvejevic, zdravko colic, dejan stankovic, il caso parmalat, goran bregovic (capodanno a cosenza, capri music award, date di aprile 2004), iraq diviso come la jugoslavia, le chiese ortodosse distrutte in kosovo, emir kusturica dal vivo&#8230; <a href="http://www.exju.org/comments/594_0_1_0_C/" target="_blank">LEGGI</a></p>
<p>LE ELEZIONI IN SERBIA:</p>
<p>vincono i radicali di seselj, milosevic rientra in parlamento, draskovic é l&#8217;ago della bilancia. le prime proiezioni danno l&#8217;immagine di una serbia molto poco &#8216;occidentalistá. tutti i dati, le agenzie e gli aggiornamenti stampa (in continua evoluzione): <a href="http://www.exju.org/comments/595_0_1_0_C/" target="_blank">LEGGI</a></p>
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		<title>Dove va l&#039;Ulivo? Dove va il movimento?</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2003 19:34:05 +0000</pubDate>
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<p>Con la sua proposta di lista unica dell&#8217;Ulivo alle elezioni europee, Prodi ha giocato di sponda con un&#8217;interlocutore che, nel frattempo, si era preso un periodo di vacanza, facendo il Sindaco di Roma. Il distacco con cui Walter Veltroni ha guardato per un certo periodo alla grande politica nazionale, sta per finire. Rientra in gioco e si appresta a giocare le sue carte, con il suo viso pulito di gran bravo ragazzo, uno dei piú intelligenti ed astuti politici italiani, lo stratega del partito democratico.<span id="more-2114"></span>La proposta di Romano Prodi di dar vita ad una lista unica alle europee ha riaperto i giochi nel centrosinistra e ne ha fatto emergere le diverse anime. Prodi con la sua esperienza di politico accorto ha voluto tagliare i tempi a coloro che pensavano di poter usare una sua eventuale candidatura alla leadership dell&#8217;Ulivo nelle future elezioni politiche per spostare, fin da ora, i rapporti all’interno del centrosinistra a favore delle proprie tesi e delle proprie strategie. La mossa ha provocato un terremoto, le diverse ipotesi sul futuro sono emerse nella loro concretezza: D’Alema ha prospettato senza piú veli la sua ipotesi della casa dei riformisti, Rutelli ha dovuto mediare fra le diverse anime della Margherita e alla fine adeguarsi alla tesi prodiana, a sinistra sono emerse le perplessitá sull’operazione per la paura di una scomparsa della rappresentanza della sinistra all’interno della coalizione delle opposizioni. Verdi, Comunisti italiani, Udeur e Prc hanno pensato alla propria bottega e hanno valutato che questa operazione, a cui non intendono partecipare, puó aumentare lo spazio elettorale di ciascuno di essi. Un tempo una proposta di questa rilevanza sarebbe stata sottoposta e discussa negli organismi dirigenti di ciascuno dei partiti interessati, in alcuni casi si sarebbe pervenuti ad un consultazione degli iscritti e in altri perfino ad un Congresso straordinario data la portata della decisione da prendere. Ora invece si pronunciano le oligarchie, pardon le elites, che governano i partiti con spirito proprietario.</p>
<p>Prodi conosce bene questa realtá, Ne é stato a suo tempo vittima e ha voluto ricominciare ad addentrarsi nella politica italiana, iniziando dal punto di partenza. Con alcune varianti, in primo luogo la sottolineatura dell’importanza dell’Europa rispetto alle politiche nazionali, i giochi si fanno ora alle elezioni europee, e nel contempo la proposizione di una forza di centrosinistra europea, non da terza via o blairiana, ma piuttosto di democrazia sociale. Terreno sul quale possono trovarsi uniti socialisti, popolari progressisti e vari settori liberali e democratici.  Con la sua proposta di lista unica dell’Ulivo alle elezioni europee, Prodi ha giocato di sponda con un’ interlocutore che, nel frattempo, si era preso un periodo di vacanza, facendo il Sindaco di Roma. Il distacco con cui Walter Veltroni ha guardato per un certo periodo alla grande politica nazionale, sta per finire. Rientra in gioco e si appresta a giocare le sue carte, con il suo viso pulito di gran bravo ragazzo, uno dei piú intelligenti ed astuti politici italiani, lo stratega del partito democratico di chiara impronta clintoniana. I sintomi di questo rinnovato interesse per la politica nazionale di Veltroni si possono cogliere giá in alcuni  recenti avvenimenti i, che sono apparsi inspiegabili senza una chiave di lettura adeguata. In primo luogo la rinuncia di Cofferati a capeggiare lo schieramento del referendum per l’estensione dell’articolo 18 e la sua decisione a candidarsi a Sindaco di Bologna. Sarebbe bastato un sí tecnico per fare di Cofferati il leader indiscusso di un forte schieramento radicale che avrebbe compreso la Cgil, la Fiom, i movimenti e la stessa Rifondazione Comunista, Se il Cinese ha rinunciato doveva pur esserci da qualche parte un altro puzzle, una diversa strategia che lo comprendeva e a cui meritava dare ascolto. Un altro segnale viene dalle cose interne al mondo dei Democratici di sinistra, le vicende del correntone. I veltroniani doc, Folena e Mussi, hanno aperto il fuoco nelle riunioni del coordinamento del correntone convocate per il chiarimento interno contro Salvi e la sinistra interna piú radicale, accusandola di avere promosso il referendum e quindi di essere responsabile di una sconfitta che pregiudica la ripresa del centrosinistra. Anche in questa occasione si é palesata con chiarezza una manovra tattica che si inserisce nella strategia del disegno veltroniano, poter contare su un gruppo abbastanza omogeneo all’interno del Partito  e potere per questa via avvicinarsi alla maggioranza di Piero Fassino, svincolandolo dall’abbraccio di D’alema.<br />
Siamo ancora in piena bagarre, come si concluderá la vicenda é ancora dentro la palla di vetro, ma la proposta di Prodi produce nuovi eventi, la sua forza di diffusione apre nuovi spazi. 147 parlamentari sostengono la proposta di lista unica. Tredici autorevoli donne parlamentari lanciano un appello per sostenere la stessa tesi. Sondaggi autorevoli indicano che una stragrande maggioranza degli elettori del centrosinistra sono favorevoli a questa ipotesi. La forza del messaggio é prorompente, tutto travolge. L’obiettivo di battere Berlusconi appare troppo bello per essere vero.<br />
Un’ esame sereno e non preconcetto della situazione puó far emergere i punti deboli del progetto ed i lati oscuri. Appare difficile che Romano Prodi, dopo che ha avvertito dalla sede europea la limitatezza delle prerogative nazionali, voglia impelagarsi in una prospettiva di leader dell’Ulivo, candidato a premier nelle elezioni politiche italiane. E’ piú probabile che il suo interesse rimanga in Europa, sapendo di poter fare il padre nobile ad un’operazione politica di tutto rispetto, la promozione a leader di Veltroni. Lui a Bruxelles, Walter in Italia. Il secondo limite riguarda i contenuti, ancora una volta si parte dal tetto, si sfrutta la forza dei processi di globalizzazione per selezionare ed accorpare. La tecnica che regge il computer viene usata per delineare un percorso come una sequenza di atti successivi conseguenti a scelte che si presentano ogni volta come binarie. Tuttavia il problema dei contenuti, prima o poi si riaffaccia. Quale idea d’Europa c’é dentro, l’Europa del riarmo e dell’ingerenza umanitaria o l’Europa della pace e dei diritti, l’Europa liberista o l’Europa sociale, la Fortezza Europa o l’Europa universalista?<br />
I sondaggi dicono che una consistente parte dell’opinione pubblica é favorevole alla lista unica dell’Ulivo alle Europee, ma non un po’ d’acqua fredda sugli entusiasmi non guasta. Sempre piú consistente é il numero di coloro che non rilasciano cambiali in bianco. Per ritornare a votare, il popolo astensionista della sinistra non si accontenta di impegno generici. I lavoratori e i ceti deboli si interrogano : su quali programmi avverrá l’unitá. Cosa cambierá per noi?<br />
Inoltre, l’esperienza ci insegna che i primi a sollecitare la prioritá dell’unitá rispetto ai suoi contenuti sono i primi ad abbandonare la nave quando la merce che essa trasporta non é di loro gradimento.  Tra di essi si contano non pochi astensionisti.<br />
Tuttavia il processo che si é messo in moto non é cosa da poco. Tante sono le ipotesi che si scontrano e si confrontano. La partita é aperta, soprattutto c’é bisogno di contenuti.  Per il “ movimento” é una grande occasione, si avvicina il momento  di intervenire con la dovuta forza in questo processo di scomposizione e di ricomposizione del centrosinistra, affinché questo avvenga sulla base delle scelte programmatiche, l&#8217;Europa democratica e federale, i diritti sociali e del lavoro, la pace e il ripudio della guerra. Sarebbe un errore mortale per il movimento delegare a qualsivoglia forza politica, i contenuti delle esperienze e delle pratiche, di cui  é portatore.</p>
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		<title>Che fare dopo le elezioni del maggio 2001</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2001 15:56:55 +0000</pubDate>
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<p>La sconfitta della sinistra e la tenuta dell&#8217;Ulivo.<span id="more-398"></span><br />
La aspettata sconfitta della sinistra c&#8217;é stata: i DS hanno perso circa il 4%, Rifondazione Comunista circa il 3%, I Verdi+Socialisti Italiani non hanno raggiunto il quorum e l&#8217;Ulivo ha perso Senato-Camera e Governo, con il Polo che ha la maggioranza assoluta in ambedue i rami del Parlamento . L&#8217;Ulivo non é andato male: é aumentato in percenuale di consensi rispetto alle precedenti elezioni politiche. Queste due affermazioni, di sconfitta della sinistra ed avanzamento dell&#8217;Ulivo, dicono che l&#8217;Ulivo non é identificabile con la sinistra socialista: infatti, credo che l&#8217;Ulivo sia sinistra, ma non sinistra soscialista e credo, inoltre, che la sinistra socialista sia importante per il paese e sia importante per l&#8217;Ulivo. E&#8217; compito dell&#8217; Ulivo riprendere la direzione del Paese ed é compito della sinistra socialista dentro l&#8217;Ulivo crescere per far vincere l&#8221;Ulivo. La crescita della sinistra socialdemocratica e dell&#8217;Ulivo sono insieme separati e coincidenti. Io uso in modo indifferente le parole socialista e socialdemocratica, sono per me sinonimi.<br />
La crescita della sinistra socialdemocratica. I suoi gruppi sociali di riferimento piú proprio sono: a) i lavoratori dipendenti di ogni categoria, con l&#8217;esclusione del gruppo manageriale-direttivo; b) i pensionati e c) gli operatori sociali e cioé gli addetti al welfare (salute, anziani, scuola). Poi ci sono i gruppi sociali per appartenenza &#8220;ideologica&#8221;: mondo del volontariato, ambientalisti, intellettuali, femministe e altri. Questo perché la sinistra socialdemocratica ha nel sua DNA i diritti di cittadinanza e del lavoro e la proposta di un contratto sociale fondato sul solidarismo e non sull&#8217;egoismo, sulle pari opportunitá per tutti. Le leggi della societá non possono essere quelle del mercato. Sono maggioranza questi ceti e gruppi sociali? Ed ancora: la proposta della sinistra socialdemocratica é appealing per i gruppi sociali che ho detto essere nostri referenti naturali? Il risultato delle elezioni direbbe di no. Ho usato il condizionale in questa risposta perché io credo essa sia sbagliata: il risultato delle elezioni non é stato solo una scelta tra due proposte alternative, é stato anche, in una percenuale che io valuto non trascurabile, accettazione di una merce che il buon venditore é riuscito a far sembrare bella: il venditore é riuscito a far apparire la sua merce (il suo programma) con forme e sembianze diverse da quelle sue sostanziali. E&#8217; diverso il discorso per i gruppi sociali di riferimento della Destra: l&#8217;imprenditoria, grande e piccola, i commercianti e il mondo della partita IVA. E&#8217; una percentuale reletivamente rilevante della popolazione italiana per la estesissima presenza in Italia della micro-imprenditorilitá di tipo familiare. Questi cittadini hanno scelto scientemente la Destra per la proposta di riduzione delle tasse (e quindi di aumento dei profitti personali) e riduzione drastica dei controlli dello Stato (e quindi maggiore potere per loro in fabbrica e fuori), controlli tendenti a limitare le loro iniziative nell&#8217;ambito di un sistema di leggi e patti che riconoscono i diritti dei subordinati e della societá. Questo schema di pensiero funziona anche considerando la positivitá, per la crescita economica, dell&#8217;iniziativa individuale.</p>
<p>Io valuto-temo che:</p>
<p>la domanda della societá (quindi della maggioranza della popolazione) di: 1) nuova formazione, 2) sostegno mirato all&#8217;innovazione, 3) infrastrutture materiali ed immateriali compatibili con la tutela del territorio, 4) sviluppo sostenibile, 5) riduzione delle disuguaglianze, 6) integrazione degli emerginati, 7) integrazione degli immigrati, <img alt="8)" class="wp-smiley" src="http://steadyoffload.com:8080/WQCRGN5X89.aHR0cDovL25ld2JyYWluZnJhbWVzLmNpdHRhZGluaWdsb2JhbGkub3JnL3dwLWluY2x1ZGVzL2ltYWdlcy9zbWlsaWVzL2ljb25fY29vbC5naWY=...."/> welfare, 9) sviluppo del mezzoggiorno, 10) riforma e sviluppo della scuola, 11) riforma dello Stato (federalismo, Camera delle Regioni, Riforma Elettorale, Riforma dell&#8217;Ammnistrazione), 12) sviluppo della integrazione europea, non troverá risposta soddisfacente da parte del Polo né nel Governo centrale, né nei Governi periferici.</p>
<p>Questa valutazione discende dal fatto che il Polo non ha eleborato un programma su tutti i punti sopraelencati, ma solo idee vaghe, non ha una classe dirigente sperimentata ed ha come obiettivi chiari solo la deregolamentazione del mercato (sia del mercato del lavoro, che quello delle merci) e la riduzione delle tasse e quindi del welfare. Ha poi, é mia convinzione, &#8220;sete di potere&#8221;. Evito di considerare in questa analisi il problema della laicitá dello Stato, anche se non é proprio un problema trascurabile. Voglio fissare la mia attenzione sui problemi di ordine sociale, economico ed istituzionale piuttosto che su tutta la problematica e quindi anche sui problemi di ordine piú idelogico-sovrastrutturale.</p>
<p>Dall&#8217;elenco dei temi sopra scritto, si vede immediatamente che alcuni sono temi tipicamente da Ulivo: i temi riguardanti la Riforma della Stato, l&#8217;integrazione europea, la responsabilitá come opposizione sia nel Governo centrale come in quelli delle Regioni a guida Polo, la responsabilitá come Governo nelle Regioni Uliviste. L&#8217;Ulivo ha il compito di proporre e discutere con tutte le categorie le proposizioni del suo programma sui temi elencati, ha il compito di sperimentare nelle &#8220;sue&#8221; Regioni le sue proposte di soluzione, deve praticare la politica della concertazione e partecipazione, dimostrando quanto essa sia produttiva al cammino della societá verso approdi di equlibrio e di avanzamento.</p>
<p>La presenza nella societá e nei luoghi di lavoro puó essere socialista e non ulivista. La elaborazione, proposta e discussione delle problematiche all&#8217;interno delle categorie e dei gruppi sociali puó essere, ed in alcuni casi é opportuno che sia, socialista. La sintesi a livello di governo della societá, governo sia periferico che centrale, dovrá essere ulivista. Mi rendo conto che si fa presto a dire sintesi, poi c&#8217;é il problema di chi la fa e di dove la si fa. Riconosco che é un problema vero, che é un problema anche molto difficile. Per adesso dico, facendo riferimento alla prassi usuale, che tale compito spetterá (sará demandato) al gruppo dirigente dei due-tre grandi orientamenenti ideologico-filosofici presenti nell&#8217;Ulivo: socialdemocratici, democratici (margherita), verdi. La tradizione socialista in Italia é molto profonda e produttiva, rinsecchirla sarebbe dannoso per tutto l&#8217;Ulivo.</p>
<p>E&#8217; evidente che essendo il mondo, e quindi l&#8217;economia e la societá (so che sono concetti generali e quindi generici, non li sviluppo per economia di discorso) in forte evoluzione, le soluzioni ai problemi che vengono proposte devono essere _avanzate*, cioé raccogliere in una sintesi positiva 1) i punti dei cosiddetti &#8220;diritti conquistati e riconosciuti&#8221; delle classi subalterne, dei cittadini e dei gruppi sociali, 2) i punti del cambiamento della organizzazione del mondo della produzione (indotti a) dalla globalizzazione in atto, b) dalla veloce mutabilitá dei processi e dei prodotti, e c) dal sostanziale cambiamento della composizione del mondo del lavoro con l&#8217;esplosione del lavoro autonomo) e 3) i punti del cambiamento del patto civile compatibile con la evoluzione antropologica del cittadino (la sensibilitá verso il bene comune non é piú prioritaria rispetto al bene individuale, é cresciuto l&#8217;_animal spirit*). La sinistra socialista deve assumersi il compito di parlare sia ai ceti subordinati, facendo proprie le loro richieste di riscatto, sicurezza sociale ed uguaglianza, sia peró anche ai lavoratori autonomi, con le loro richieste di libertá di realizzare le loro aspirazioni e potenzialiá di crescita economica, che comportano richieste di minori orpelli alla loro azione. Bisogna riuscire nell&#8217;impresa di rendere compatibili le richieste del lavoro subordinato con quelle del lavoro micro-autonomo. Questa obiettivo non é impossibile: il lavoro autonomo produce ricchezza per tutti e puó ragionevolmente aspirare ad una cornice di regole che eviti al singolo operatore un ambiente in cui é costretto a dover lottare contro tutto e contro tutti. Un sistema di regole condivise di democrazia economica e sociale ed un ambiente sociale non percorso da insoddisfazioni e tensioni sociali conviene sia al lavoro subordinato che al lavoro autonomo.</p>
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